domenica 15 giugno 2014

Fußball-WM und Faschismus

Heiß her geht es auf der Leserbrief-Seite der Dolomiten vom 13. Juni. Die Aussage des Bozner Bürgermeisters, dass es Bozen keine neofaschistische Italien Fans geben und dass alles nur normale Fanrivalität sei, wird von vielen kritisiert.
Wir meinen: Es sollte keine Fußball-WM brauchen um zu verstehen dass die Landeshauptstadt ein ernsthaftes Problem mit italienischen Rechtsextremisten hat, allen voran die Schergen von Casapound...

lunedì 19 maggio 2014

IN TRENTINO I FASCISTI ACCOLTELLANO - SOLIDARIETA' AD ANDREA

Il copione è sempre lo stesso in tutta Italia: viene inaugurata una sede fascista e, quasi per incanto, iniziano le aggressioni ai danni degli antifascisti locali. 
Il Trentino non fa eccezione. A seguito dell'apertura - per altro fortemente contestata - della sede di CPI in via Marighetto a Trento, è infatti iniziato uno stillicidio di aggressioni con cadenza quasi settimanale, in un crescendo di violenza verbale e fisica, che ha conosciuto il suo apice venerdì scorso ad Arco, quando i fascisti hanno tirato fuori le lame. A farne le spese Andrea, un antifascista, ricoverato d'urgenza al S. Chiara di Trento con il fegato perforato e altre lesioni. E' chiaro che questo episodio segna uno spartiacque inquietante: chi ha colpito puntava ad uccidere. I giornali gettano acqua sul fuoco parlando di banali risse tra ragazzi, cercando di negare l'inequivocabile sfondo politico delle aggressioni di queste settimane. Noi preferiamo parlare di violenza squadrista ai danni di compagni e compagne da sempre attivi su più fronti, dalla lotta contro il BBT a quella contro la base militare di Mattarello, una vera e propria "spina nel fianco" dell'altrimenti pacificata e sonnolenta regione. Non abbassiamo la guardia, non concediamo al fascismo, vecchio o nuovo che sia, spazi di agibilità politica.
Ad Andrea e a tutti gli antifascisti trentini vanno la nostra solidarietà ed un abbraccio fraterno.

ANTIFA MERAN

domenica 18 maggio 2014

Trentino: Violenza fascista

I FASCISTI HANNO ACCOLTELLATO UN RAGAZZO
ORA BASTA.

"Venerdì 16 maggio , verso l'una di notte, ad Arco, un fascista ha accoltellato un antifascista, che ora si trova all' ospedale Santa Chiara con il fegato perforato e varie lesioni. 
L'intenzione dei fascisti era quella di colpire gli organi vitali.
E' mancato poco che il ragazzo non morisse.
Da mesi abbiamo reso pubblico che i fascisti girano con i coltelli, e che a Trento di sono resi responsabili di diverse aggressioni. Sui muri è apparso un loro programma piuttosto esplicito: "più antifascisti bucati".
 

" L'Adige " e " Il Trentino " online parlano di un "battibecco" oppure di uno scontro tra "diverse tendenze politiche", omettendo di dire a quale aera politica appartiene l'accoltellatore.
Se l'accoltellato fosse stato un fascista i giornali avrebbero già aperto la caccia all'anarchico. 
Non si tratta di sviste, ma di una linea ben precisa, pianificata con la Questura.
I fascisti, in Trentino come in sempre più parti d'Europa, vengono spalleggiati dalle istituzioni e coperti dai giornali.
Proviamo schifo, ma non stupore.
 

Sveglia!
 

C'è bisogno di aggiungere altro? Volete aspettare il morto per mano fascista per poi lamentarvi dei "metodi violenti degli antifascisti"?
Fate finta di niente anche questa volta?"


Antifascisti e Antifasciste

http://trentoantifascista.noblogs.org/presidio-solidale-con-andrea/



LUNEDì 19 MAGGIO, ALLE ORE 17:00, SAREMO DAVANTI ALL'OSPEDALE SANTA CHIARA PER ESPRIMERE TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETA' AD ANDREA, E PER AFFERMARE CON FORZA UN MESSAGGIO MOLTO SEMPLICE: ORA BASTA.

Solidarietà con i compagni di Trento
Antifa Meran

venerdì 9 maggio 2014

Meran Resiste - Gruppe 25. April


Wir danken der Gruppe "Meran Resiste" für die interessanten und wichtigen Iniziativen rund um den 25. April.

giovedì 24 aprile 2014

25 April in Aktion!

Die einzelnen  Veranstaltungen am morgigen 25. April in Südtirol im Überblick:

Meran
Jugenddienst Lana-Tisens
  • 11.00: Gegen das Vergessen
Meran Resiste
  • 15.00: Antifaschistischer Stadtrundgang (Treffpunkt: Mazzini-Platz) 
  • Ein historischer Rundgang durch Meran Treffpunkt: 15:00 Uhr Mazzini Platz (Kreisverkehr bei FOS) Vom Mazziniplatz, über Freiheitsstraße, Lauben, Postbrücke bis ins Steinachviertel zum Psairer Tor; Dauer: 1 Stunde. Die dunkle Zeit des Faschismus und Nationalsozialismus hat in Meran zahlreiche Spuren hinterlassen. Straßennamen, Gedenktafeln, Stolpersteine und Denkmäler geben heute noch Auskunft über die Vorgänge und Tragödien, die sich unter der Herrschaft der Faschisten und Nazis in der Kurstadt abgespielt haben. Andere Spuren sind heute ohne das entsprechende Hintergrundwissen nicht mehr im Stadtbild sichtbar.
    Anlässlich des Tages der Befreiung werden wir uns am 25. April im Rahmen eines Stadtrundgangs auf ebendiese Spuren – die sichtbaren und die versteckten – im Meraner Stadtbild begeben. Wir tauchen dabei in eine Zeit ein, in der Meran von der Diktatur im Würgegriff gehalten wurde und Menschen aufgrund ihrer Religion, ethnischen Zugehörigkeit oder politischen Ausrichtung verfolgt, inhaftiert und in Konzentrationslager deportiert wurden.
    Eine Zeit, in der Antifaschisten noch bei Kriegsende auf offener Straße erschossen wurden und Partisanen in der Umgebung der Stadt aktiv waren. In die Zeit des Faschismus und der Resistenza in Meran.
    Der Stadtrundgang beginnt am Mazzini-Platz, führt an verschiedenen Stationen vorbei durch die Innenstadt und endet am Passeirer Tor.
    (mit Joachim Staffler, Student der Geschichte/Politik)

Bozen
Skateniamoci
  • 10.00 - 18.00 Torneo di calcio a 5 
  • 13.00 - 18.00 Food, Drinks and Music - Murjah Warriors & Radio Fontani selection - Sound System installed
  • 18.00 - 19.00 Aperitif und Vorlesungen 
  • 19.00 - 20.00 Jokerface 
  • 20.15 - 21.15 NH3 
  • 21.30 - 23.00 Los Fastidios 
  • 23.15 - 24.00 Murjah Warriors & Radio Fontani - Sound System inna the area (Roots/Dub selections)
Comitato LAC/Pippo
  • 12.00-21.00 GARDEN & INDOOR - Music, food, drinks, and more... mit Skankin' Drops, The Behavior, Jo Stöckholzer, Felix Lalù, Homies For Life, Aleesa, Joe Lello Country Club, Cinco Guitarreros Deluxe, The Homeless Band, Lene Morgenstern
Festival delle Resistenze
  • 11.00: Confronto e sintesi di 5 progetti dedicati alla memoria e ai giovani 
  • 11.30: History Line
  • 17.30: Mostra Il Cubo di Rubic
  • 18.30: Concerto I(R)esistenti
  • 21.00: Incontro Corrado Augias

sabato 12 aprile 2014

Meran Resiste - Gruppe 25. April

Staatsfeiertag. Feiertag. Frei, eben? Am 25. April scheiden sich die Geister, und das ist gut so: Steht dieses Datum ja für den entscheidenden Wendepunkt im Kampf gegen die verbrüderten Faschismen in Europa. 

Es hat freilich nicht Schluss gemacht mit diesem Kapitel der Geschichte und hat es auch nicht können, weil sich Ideologien nicht abschaffen lassen und nicht verbieten. Wohl aber kann man sie abdrängen und ausgrenzen, sich Räume zurückerobern, Verbündete gewinnen, Konsens schaffen. In Südtirol hat dies länger gedauert als anderswo, ja es reicht bis in die Gegenwart hinein. Nichtsdestotrotz ist der 25. April ein wichtiges Datum, als Statement gegen nationalistisches, rassistisches und patriarchales Denken: Die dumpfe Vergangenheit hallt eben auch in der Gegenwart wieder, überall dort wo diese Ideen neue Anhänger finden, Wahlsiege feiern, Herzen gewinnen. Gerade deshalb wollen wir den 25. April unter das Banner der vergangenen Siege und der zukünftigen Herausforderungen stellen: Schluss machen mit einer Geschichte heißt, eine andere beginnen.

Am und um den 25. April wollen mehrere parteilich ungebundene Organisationen und Privatpersonen der Meraner Zivilgesellschaft, darunter der OstWestClub, Colletivo Studentesco Merano, der Verein Integration rock, und die Antifa Meran, mit einer Veranstaltungsreihe diesen Gedenk- und Feiertag begehen. Die abwechslungsreichen und dezentralen Veranstaltungen in Meran sollen einen Bogen spannen vom Gestern ins Heute, von Musik und Kunst zu Vorträge zu Filmvorführungen, von Aktionismus zu Debatte und Diskurs – Eine Sensibilisierung des 25 April mit Südtirol-Schwerpunkt aus deutscher und italienischer Sicht. Des weiteren wird eine Zusammenarbeit unter gemeinsamen Namen mit dem jungen Organisationsteam des "Skateniamoci" Festival in Bozen angestrebt. 





Festa nazionale, giornata di festa. Giornata libera, appunto? Il 25 Aprile separa le opinioni: questa data rappresenta la svolta cruciale nella lotta contro i fascismi in Europa. Ovviamente la parola “fine” non è stata scritta in questo capitolo della storia e non potrebbe essere scritta, perché le ideologie non si possono abolire o proibire. Ma possono essere messi da parte e possiamo conquistare nuovi spazi, guadagnare alleati e creare consenso. 

In Sudtirolo questo processo ha richiesto più tempo che altrove, arrivando fino al presente. Tuttavia il 25 Aprile è una data importante, come simbolo contro i pensieri nazionalisti, razzisti e patriarcali: l'eco del passato torna nel presente, rintocca ovunque queste idee riescano a trovare nuovi sostenitori, dove si vincono elezioni o cuori. Per questo vorremmo metterci, il 25 Aprile, sotto lo stendardo delle passate vittorie e delle sfide future: porre fine a una storia significa cominciarne un'altra. 

Il 25 Aprile e intorno a quella data vorremmo organizzare una serie di eventi a Merano per ricordare questa festa e sfida, insieme a molte associazioni apartitiche e personaggi della società civile meranese, tra cui il Club EstOvest, il Collettivo Studentesco Merano, l'associazione “Verein Integration rockt!” e l'Antifa Merano. Gli eventi vari e decentrati a Merano devono essere un ponte per portare il passato nel presente, tramite la musica e l'arte ma anche lezioni e proiezioni, dall'azionismo fino a dibattitie e discorsi. Una sensibilizzazione per il 25 Aprile con un focus sul Sudtirolo da punto di vista tedesco e italiano. Vogliamo coinvolgere le organizzazioni, associazioni, artisti e persone. Inoltre vorremmo cooperare, sotto lo stesso nome, con i giovani organizzatori del festival “SKAteniamoci” di Bolzano.



KALENDER/CALENDARIO

 13.04 Ostwest Club 16:00 Uhr
Aperitivo studentesco Torneo calciobalilla + Concerto dei „Red Haze“

18.04 Lana  

S.T.A.R.- South Tyrol against racism Streetsoccer + Konzert mit Gassenstroiner, Oi Factory und Dead End Generation Supportet by BGR und CS

19.04 Meran, Kimm 19:00 Uhr
Easter Clash mit Talco, The Koalas, Sysyphos, Shanti Powa

23.04 Ostwest Club 19:30 Uhr
Movienight

24.04 Ostwest Club 20:00 Uhr
Zigori Club Special „Faschismus und Nationalsozialismus in Südtirol“ Moderation: Markus Lobis mit Hans Heiss (Historiker) und Carlo Romeo (Historiker)

25.04 Meran 15:00 Uhr
Antifaschistischer Stadtrundgang mit Joachim Staffler

25.04 Bozen 

Gemeinsame Fahrt zum Skateniamoci Festival

Meran Resiste on Facebook

lunedì 7 aprile 2014

L'intolleranza delle Sentinelle in piedi - commento

"Ritti, silenti e fermi vegliamo per la libertà d’espressione e per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna.La nostra è una rete apartitica e aconfessionale: con noi vegliano donne, uomini, bambini, anziani, operai, avvocati, insegnanti, impiegati, cattolici, musulmani, ortodossi, persone di qualunque orientamento sessuale, perché la libertà d’espressione non ha religione o appartenenza politica, ci riguarda tutti e ci interessa tutti." 

Così si presentano le Sentinelle sul sito sentinelleinpiedi.it . Ritti, silenti e fermi. "Vegliano", poiché paventano il capezzale della famiglia naturale. Come oggetti scenici, le Sentinelle in Piedi posano nelle piazze italiane per volere imporre la loro opinione su come la famiglia dovrebbe essere: tradizionale. La libertà d'espressione è un caposaldo della cultura democratica, e le Sentinelle se ne prendono gioco. Vorrebbero dirci che la lotta di una minoranza per il riconoscimento della parità di diritti debba misurarsi con la verità, o l'incondizionalità, di un'opinione che difende "la natura". Perché la destra guardi a Rosseau oggi, cercando di intuire un possibile stato di natura delle cose, uno stato in cui l'uomo e la donna siano "buoni", è difficile da comprendere. Lo fanno per paura: per un omofobo l'omosessualità è un germe che va estirpato colpendo le persone "malate". Ma come mai, potrebbero davvero essere "infettati"? Perché mai? Combattono poiché credono che l'omosessualità stia diventando un'istituzione, un "nuovo ordine" del mondo latente e dominante, una "lobby gay" capace di dirigere il corso degli eventi. Un po' come la ka$ta… 

Certo, un figlio cresciuto da una coppia omogenitoriale potrebbe essere discriminato in società. Ma allora, la negazione di alcuni fantomatici "diritti dei bambini" non sarebbe condotta dalle coppie omogenitoriali bensì dalla società che li prende a carico a scuola, al lavoro, al parco, sull'autobus, in mensa, per strada, fra amici e coetanei. Oggi, il problema del bullismo nelle scuole miete centinaia di vittime in tutta Italia: sono i bulli a rovinare psicologicamente le persone, non una coppia che si prende cura dei propri figli. Le Sentinelle in Piedi, oltre a presentarsi con un apparenza mistica e protestando metafisicamente, spesso si oppongono economicamente o politicamente alle campagne di sensibilizzazione condotte nelle scuole contro il bullismo. Quasi esclusivamente, lottano assiduamente contro le campagne di sensibilizzazione che incoraggino gli studenti a non discriminare, non escludere e punire ragazzi e ragazze omosessuali. Le Sentinelle in Piedi si fanno scudo, in modo fittizio, di un'idea che gli serve solo per dimostrare la loro intolleranza verso la comunità omosessuale. Fra l'altro, si servono di alcuni "strumenti", i bambini, per seminare il panico e la diffidenza nella società civile: che una coppia gay rovini i figli e li cresca o gay o lesbiche, deboli e disadattati? Si, tanto è vero che le coppie eterosessuali, "naturali", crescono solo figli eterosessuali, forti e capaci. 

giovedì 3 aprile 2014

"Bozen hat ein Faschoproblem": Erneutes Konzert angekündigt

Bronson mit CP-Fahne
Bozen, weiter gehts: Wie bekannt wurde soll am 25. April ein weiteres Rechtsrock Konzert in Bozen stattfinden. Diesmal, ganz ohne Geheimnistuerei, in der "Rockaforte". Es soll die Rechtsrock-Band "Bronson" aus Rom, die der faschistischen Bewegung Casapound nahe steht, spielen.
 

Der 25. April ist der Tag der Befreiung vom Faschismus, der Liberazione und der Resistenza! Traurig aber wahr, dass gerade in Bozen, einer Stadt die wegen ihrer Vergangenheit Verantwortung zeigen müsste, ein solches Konzert stattfinden soll.
 

WIR aber werden den 25. April gemeinsam in Bozen mit unseren Freunden vom "Skateniamoci Festival" feiern. Denn der Faschismus sollte nur an einem Ort Platz haben: In den Geschichtsbüchern!
 

Ora e sempre!

 Wir verweisen hierzu auf die Bemerkung der Brennerbasisdemokratie:

"...wie passend: am 25. April. Welch ein Hohn… genau den Tag, als die Befreiung vom Faschismus (!) gefeiert werden soll, wollen die Ewiggestrigen nutzen, um uns vorzuführen, wie lebendig sie nach wie vor sind und wie unbehelligt sie in Südtirol agieren können.
Immerhin bleiben jetzt drei Wochen Zeit, um dies zu verhindern. Sonst? Kann man immer noch sagen, man werde beim nächsten Mal besser aufpassen."


UPDATE: 


Auch die neofaschistische Band "Blind Justice" hat sich angekündigt. Auf ihrer Facebookseite posten sie ein Bild mit dem Titel "Blind Justice is back! 25th Aprile live in Bolzano. See you there motherfucker! Up the Fascism!" Zu sehen ist das Siegesdenkmal in Bozen bei einer Kranzniederlegung. Hohn und Spott für die Opfer deutscher und italienischer Muttersprache des Nationalsozialismus/Faschismus. So etwas darf in Bozen nicht sein!
Unseren Informationen zufolge wollen die Bozner Neofaschisten das Konzert nach Trient verlegen.
Facebookseite von Blind Justice

martedì 1 aprile 2014

Neonazi Konzert Rückmeldung - "Konzert fand statt"

Wir fragen uns was beim Rechtsrock Konzert am Samstag in Leifers los war: Wie kommen die Bozner Faschos immer wieder an Lokalitäten und Genehmigungen um so was zu organisieren? War das wahrscheinliche Auftreten der deutschen rechten Kult-Band "Kategorie C" neben den anderen italienischen Fascho-Bands womöglich ein Versuch deutschsprachige und italienische Rechtsextremisten in Südtirol näher zusammen zu bringen?

Dolomiten vom 31.03.2014

Corriere dell'Alto Adige
Im Bericht der Dolomiten behauptet der Verwalter der Black Box, ein ehemaliger Gemeinderat der Lega Nord, es hätte kein rechtsextremes Konzert gegeben, sondern nur ein Konzert mit "disziplinierten Gästen". Ob dies nur eine versuchte Abschwächung der Tatsachen ist, oder ob wirklich einige der Bands nicht aufgetreten sind, ist noch unbekannt. Fakt ist, die Faschos wollten das Konzert bis zum Schluss geheim halten. Auf mehreren Eventseiten wurde das Konzert beworben, "nähere Informationen zum Ort gab es erst zwei Tage vorher. Zudem die abgebildeten Symbole von Video und Foto Verbot auf dem Konzertflyer. Auch gab es eine mögliche Falschinformation zur Ablenkung, laut den Informationen dieser Seite findet es auf Schloss Ried statt. 
 
Mögliche Falschinfo zur Ablenkung
Offizieller Konzerthinweis auf der Seite der VFS

Laut Augenzeugen hat man am Samstag im Raum Bozen und Leifers mehrere Gruppen Rechtsextremer gesehen. Ob die sich nur bei einem schönen Spaziergang die Sonne auf die Glatze schienen liesen?

UPDATE: "Bürgermeisterin Liliana Di Fede bestätigt nun doch den Auftritt von rechtsextremen Musikgruppen in der „Black Box“ Also doch: Das Konzert, welches am vergangenen Samstag im Leiferer Veranstaltungsort „Black Box“ stattfand, hatte einen rechtsextremen Hintergrund."
Quelle: Dolomiten, siehe Bild

Dolomiten 01.04.2014

sabato 29 marzo 2014

Neonazi Konzert der "Veneto Fronte Skinheads" in Bozen

Am Samstag den 29.03.2014 soll im Raum Bozen ein Konzert mit einschlägigen Bands aus der italienischen und deutschen rechtsextremen Szene stattfinden. Als Veranstalter tritt die Gruppe "Veneto Fronte Skinheads" auf. Der VFS ist bekannt als rechtsextremistische Organisation, deren Mitglieder schon in den 90er Jahren wegen Anstiftung zu Rassenhass verhaftet wurden. Immer wieder wurden große Events mit rechtsradikalen Bands aus ganz Europa organisiert, die vor einem großen Publikum ihre xenophoben, hetzerischen und menschenfeindlichen Songs und Ansichten verbreiteten.
Flyer zum Nazi-Konzert in Bozen
Die angekündigten Bands:

1. Battle Dogs ist eine Rechtsrock Band aus Griechenland, sie scheinen die Headliner des Abends zu sein.

Linea Ostile 2013
2. Linea Ostile ist eine Band mit Mitgliedern aus Bozen und Trient, die Verstrickungen zu dem Neonazi-Netzwerk Blood&Honour aufweist und bereits zwei Mal mit der Lunikoff Verschwörung auf der Bühne stand. Der Sänger der Lunikoff Verschwörung ist kein anderer als der bekannte Neonazi Michael Regener. Dieser wurde wegen seiner Aktivitäten mit der wohl bekanntesten deutschen Neonaziband „Landser“ zu einer mehrjährigen Haftstrafe verurteilt. Seine Band wurde vom deutschen Kammergericht als kriminelle Vereinigung eingestuft. Texte wie „Kanacke verrecke“ oder „Opa war Sturmführer bei der SS“ zeigen die klare Ausrichtung der Band.

Da verwundert einen auch nicht der Slogan der Band Linea Ostile: Reich´n´Roll mit einem Reichsadler im Hintergrund.


Auch für ein Memorial-Konzert für den wohl bekanntesten Neonazi der Welt Ian Stuart Donaldson, der Begründer des Blood&Honour-Netzwerkes war und von Naziskinheads weltweit angehimmelt wird, als Sänger der legendären Whitepower-Band Skrewdriver, war die Band zu gewinnen.

3. Kategorie C ist eine deutsche Band, die der Bremer rechtsextremen Hooligan-Szene entspringt und gerne für Kameradschaften und die NPD aufspielt. Einige der Aktivitäten sollten kurz erwähnt werden: Am 31. März 2001 trat die Band auf einer Party zum 20-jährigen Bestehen der Dortmunder Neonazi-Hooligantruppe Borussenfront um Siegfried Borchardt auf. Im Oktober 2006 trat Ostendorf unter anderem mit Annett Müller, Michael Müller und Agitator auf der von Eckart Bräuniger (NPD) angemeldeten Solidaritäts-Demo mit Konzert für den inhaftierten Landser-Sänger Michael „Lunikoff“ Regener vor dem Gefängnis in Berlin-Tegel auf. Quelle: Wikipedia.

Dabei verweisen wir auch auf einen Artikel des Störungsmelder, um aufzuzeigen in welchen Kreisen sich die Band bewegt: „Offensichtlich hat die Band “Kategorie C” um den Sänger Hannes Ostendorf, die immer wieder vorgibt “unpolitisch” zu sein, keine Scheu ganz offen bei einer militanten Neonaziorganisation aufzutreten, die in der Bundesrepublik verboten ist.“

4. Letzen Endes sollte auch die Band „Nessuna Resa“ beleuchtet werden. Diese scheint eine Freundschaft mit den „Linea Ostile“ aufrechtzuhalten, da immer wieder gemeinsame Konzerte gespielt werden. Das nächste Mal bei einem Memorial-Konzert für vier Neonazis, die bei einem Autounfall in Rom ums Leben gekommen sind. Nessuna Resa spielte auch erst vor kurzer Zeit mit einer der bekanntesten italienischen Fascho-Bands: Legittima Offesa. Poetisch anklingend fordert Nessuna Resa ein Europa unter der Schwarzen Sonne und erzählt wie unter den Emblemen von Runen immer noch marschiert wird. Dies kann als eine Assoziation mit der SS gedeutet werden.

"Risorgi, Europa, sotto il vessillo del sole nero!
Irradia le stelle senza luce in un firmamento guerriero!
E con l'emblema delle rune stiamo marciando ancora!
Su questa distesa di rovine con lo sguardo fisso verso l'aurora!"



Gerüchten zufolge soll das Konzert in der Black Box in Leifers stattfinden, offiziell bestätigen können wir das aber nicht.
+++Update: Das Konzert findet definitiv in der Black Box in Leifers statt.+++

lunedì 10 marzo 2014

Saluto romano e "Sieg heil" Casapound Bolzano

 Cori nazisti e botte a otto giovani nel raid dei giovani di Casapound

"La sera del 21 marzo dello scorso anno, Marcello Ruffo ha festeggiato la festa di laurea in scienze della comunicazione in due bar, frequentati dai giovani antagonisti. Ma forse ha un po' esagerato.
Se si legge il capo d'imputazione, infatti, nel giro di un paio d'ore ha raccolto le accuse di tentata minaccia e violenza, porto abusivo del coltello estratto nei due locali per passare poi a quelle più gravi di lesioni, rissa e danneggiamento, aggravate dall'aver commesso questi fatti con finalità razziste, intonando «Faccetta nera», facendo il saluto romano e urlando più volte «Sieg heil». Insieme a lui, sono finiti nei guai anche il trentino Gabriele Poli, 21 anni, i bolzanini Andrea Bonazza, 32 anni e Patrick Stecher, 20."

Tutto l'articolo di L'arena.it

sabato 15 febbraio 2014

Green Arrows - Bozner Band im Neonazi-Umfeld

Die Bozner Band „Green Arrows“ kommt nicht zur Ruhe. Dieses Jahr feiert sie ihr 15-jähriges Bestehen und heute wollen wir einen kleinen Rückblick auf die letzten Jahre der Band wagen.

RAC, Rechtsrock, Casapound: Im neofaschistischen und neonazistischen Umfeld scheint sie sich auf jeden Fall heimisch zu fühlen. Während sie auf der Südtiroler Musikszene-Seite „airbagpromo“, als Hardcore-Band aufgelistet wird und Mitte 2012 ihr Musikvideo ebenfalls beworben wurde.



Am 25.01.2014 spielten sie in „Zentraleuropa“ ein Konzert, welches unter anderem auf der Seite „Nationale Revolution“ beworben wird und den Titel „Ihr seid unvergessen“ trägt. Wes Geistes Kind die Veranstaltung ist, offenbart sich bei Begutachtung des Flyers.


Neben dem Symbol der „Schwarzen Sonne“ auf dem Flyer, welches sich in der Neonazi-Szene äußerster Beliebtheit erfreut, sollte man einen Blick auf die weiteren teilnehmenden Bands werfen.

Die Band Exzess nahm 2010, 2012 und 2013 am „Rock für Deutschland“ teil. Das Rock für Deutschland ist ein neonazistisches Festival, welches von der NPD organisiert wird und laut Verfassungsschutz den Zweck verfolgt „mehr Teilnehmer für öffentlichkeitswirksame Aktionen der Partei zu gewinnen, die Akzeptanz der NPD im aktionsorientierten rechtsextremistischen Spektrum zu steigern und in der Öffentlichkeit größere Präsenz zu zeigen

Die Infothek Dessau beschreibt den Auftritt folgendermaßen: 
 

„Im Anschluss hetzten die Rechtsrocker von „Exzess“ u.a. mit Coversongs von „Die Lunikoff Verschwörung“ gegen den „Multikulti-Staat“, lobpreisten die Soldaten der „Wehrmacht“ als Helden und verkündeten: „der Morgen wird unser sein … nichts bändigt unsre deutsche Wut!“ Als der Sänger zwischen zwei Titeln mehrmals die Worte „Ruhm und Ehre“ ins Mikro raunte, ergänzten die Fans vor der Bühne begeistert: „Ruhm und Ehre der Wehrmacht“. „Ich glaube, das sollte man ausnutzen, wenn man das mal singen darf“, kommentierte der Sänger, bevor er nach einem Hinweis vom Veranstalter spöttisch meinte: „Ich soll darauf aufmerksam machen, dass hier keiner den Arm hebt, um zu gucken, ob er Sonnenbrand unter dem Arm hat.“ Scheinbar hatten auch die Organisatoren die Hitlergrüße im Publikum bemerkt. Kurz darauf quittierten die Rechtsrock-Fans die Ansage mit den Sprechchor: „Ruhm und Ehre der Waffen-SS!“„


Auch die Band Hausmannskost zeigt unverhohlen ihre rechtsextreme Fratze in Liedern wie „Deutsches Volk wach auf!“ oder „In Uniformen sind wir Brüder“.  Zuletzt trat die Band zum 20-jährigen Bestehen der „Kameradschaft Karlsruhe“ im Oktober in Söllingen auf.

Die anderen Bands auf den Flyer haben ebenfalls alle einen rechtsradikalen Hintergrund.



Schon 2011 waren Green Arrows in Deutschland zu Gast. Man spielte mit weiteren National Socialist Hardcore Bands im Thinghaus in Grevesmühlen, welches von dem NPD-Mitglied Sven Krüger geleitet wurde und in die Schlagzeilen kam, wegen eines Grills im Garten mit der menschenverachtenden Aufschrift „Happy Holocaust“.


Saluti romani in Athen
Auch 2012 zeigt Green Arrows ihre Nähe zu neonazistischen Organisationen wie Blood&Honour, zum Beispiel bei einem Besuch im SkinhouseHellas in Athen.
Auf der Homepage zeigen die Veranstalter, dass sie ausschließlich nationalistische und rechtsextreme Bands auftreten ließen. Von den Deutschen Faustrecht, zu den Briten Brutal Attack, über die Belgier Les Vilains zu den Italienern Civico88. Alle diese Bands sind im Netzwerk der rassistischen, nationalistischen und fremdenfeindlichen Blood&Honour situiert, welche das Ziel verfolgt nationalsozialistische Ideologie mithilfe von Musik zu verbreiten.


Das Label der Band, welches sich Black Shirts Records nennt, nannte sich aus einem klaren Grund so. Beim Betreten der Seite wird man nämlich von faschistischen Schwarzhemden aus den 1920ern begrüßt. Auf der Seite selbst kann man sich unter der Abteilung T-Shirts gleich mit einschlägiger Bekleidung eindecken.



Bei einem Blick in die CD-Sammlung bestätigt sich die Richtung des Labels: Eine Compilation mit dem Titel „White Pride World Wide“ oder „Soundtrack for a White Revolution“ lässt keinen Zweifel mehr an der klar rassistischen und menschenverachtenden Ausrichtung




Das neuste Lied der „unpolitischen Band“ (Selbstbezeichnung) ist Dmytro Yakovets gewidmet. Dmytro, ein rechtsradikaler Ukrainer, der während des Aufhängens eines Spruchbands von einem Zug überfahren wurde, wird im Lied „Warriors don't die“ zu einem Helden stilisiert. 

Die Antifa Meran hat auch schon früher auf diese Band hingewiesen:




sabato 1 febbraio 2014

Moritz Windegger und die "neuen Juden"

Bekanntlich ist sich die FPÖ für nichts zu schade, wenn es um die Diskreditierung politischer GegnerInnen geht: "Wir sind die neuen Juden.", (v)erklärte Strache vor zwei Jahren, und heuer heißt es aus dem Mund eines FPÖ-Gemeindeabgeordneten: "Ersetzen Sie das Wort Jude durch Nazi, dann haben Sie genau die Parolen, die Ihre Anhänger gebrüllt haben." Schön und gut, die FPÖ wird halt den landläufigen Beschimpfungen immer wieder gerecht. 
Etwas anderes ist es aber, wenn dieselbe Argumentation aus dem Mund eines "Dolomiten"-Journalisten kommen. Im heutigen "Vorausgeschickt" auf Seite eins des Tagblattes widmet sich Moritz Windegger den Ausschreitungen bei den Demonstrationen gegen den "Akademiker"-Ball in Wien. Dort heißt es zunächst, die FPÖ-Veranstaltung verharmlosend:
"Im Nachhinein betrachtet, ist es völlig egal, wer in der Hofburg das Tanzbein geschwungen hat und welche historischen Zusammenhänge einzelne Balltiger nicht verstanden haben oder akzeptieren wollen."
Nur um einen Satz weiter die Parallele zur NS-Zeit zu ziehen:
"Organisiertes Bespucken auf der Straße, brennende Barrikaden und die Spur der Verwüstung eines wütenden Mobs hat Wien nicht verdient. Und gerade die Republik Österreich in ihrer historischen Verantwortung auch nicht zu dulden."
Österreichs "historischen Verantwortung" ist die Mitschuld des Landes an der Verfolgung der Jüdinnen und Juden durch die Nazis. Windegger setzt die Ausschreitungen in Wien mit dieser Verfolgung gleich und stilisiert die FPÖ als Opfer - ein Vergleich, der aus jedem Zusammenhang gerissen ist und einer Verharmlosung des Holocaust gleichkommt:
"Das ist der Weg zu den dunkelsten Ideologien des 20. Jahrhunderts. Auch wenn heute 'Antifaschismus' draufsteht."
Auf Facebook schreibt die "Dolomiten" zum Kommentar in der gleichen Manier:
"Die Zeiten, wo ein wütender Mob Menschen auf der Straße bespuckt, hatten wir schon einmal...."
Moritz Windegger ist bekannt für seine konservative politische Haltung. Dass er es aber für "völlig egal" befindet, wenn sich Rechtsextreme und Rechtspopulisten in der Hofburg treffen, während er an die "historische Verantwortung" Österreichs appelliert, wenn ein paar Scheiben eingeschlagen wurden, und so die Ausschreitungen in Wien mit der Judenverfolgung in Verbindung bringt, darf nicht unkommentiert stehen bleiben. Hier wurde eine Grenze überschritten, die auch ein Windegger nicht überschreiten sollte, wenn er noch ernst genommen werden will.


lunedì 27 gennaio 2014

WKR Ball 2014 in Wien - Kommentar

Wie jedes Jahr seit 1952 wurde Ende Jänner in Wien ein Ball für die deutschnationalen schlagenden Burschenschaften organisiert. Dieser Ball, bis vor zwei Jahren noch unter dem Namen WKR Ball (Wiener Korporations-Ball) organisiert und seitdem mit tatkräftiger Unterstützung der FPÖ unter dem Deckmantel " Akademiker Ball" weitergeführt, ist ein Traditionsball der extremen europäischen Rechten. Die Gästeliste reicht dabei von deutschnationalen Burschenschaftern wie etwa Olympia - Mitglied Martin Graf bis hin zur europäischer Rechtsprominenz wie Marie Le Pen (2012). 

Neben der Kritik an einem Treffen der Ewiggestrigen rückt beim WKR Ball nicht zuletzt auch der Ort des Treffens ins Zentrum der Kritik. War es doch in der Wiener Hofburg (am Heldenplatz) wo Hitler 1938 die Annexion Österreichs an das dritte Reich deklarierte. 

Seit 2009 gibt es Versuche dem rechten Treiben auf eine organisierte Art Einhalt zu gebieten. Antifaschist_Innen aus den verschiedensten Lagern versuchen seither um durch Demonstrationen und Blockaden dem rechten Recken den Zugang in die Burg so schwer als möglich zu machen. Mit nicht zu verkennenden Erfolg. Konnte der Ball 2009 noch rund 1800 Besucher_Innen verzeichnen, ist die BesucherInnenzahl seither Jahr um Jahr gesunken um schließlich auf das diesjährige Rekordtief von ca. 400 Gästen zu fallen (1500 nach Angabe der FPÖ).
Soweit der Hintergrund.

Zu den diesjährigen Ereignissen gibt es in verschiedenen Medien ausreichend Dokumentationen, darum möchte ich nur kurz darauf eingehen um daraus einige Schlüsse zu ziehen.
Die Polizei hat im Vorfeld zu den diesjährigen Aktionen massiv agiert um ein öffentliches Angstklima zu schaffen. Schon Wochen vor den Demonstrationen gab es bereits Pressekonferenzen und generische Warnungen vor "linken Terroristen", "Ausschreitungen" , "Chaoten" sowie "Gewalttouristen aus dem Ausland" von Seiten der Polizei (auf die mediale Hetze der FPÖ möchte ich erst gar nicht eingehen). Eine Gefahrenzone mit Aufenthaltsverbot wurde um die Hofburg eingerichtet. Ein striktes Vermummungsverbot (u.a. das Tragen von Schals wurde untersagt) wurde erlassen und eine angemeldete Kundgebung von KZ Überlebenden untersagt. Alles wurde daran gesetzt durch mediale Hetze und Repression Aktivist_Innen möglichst einzuschüchtern und dadurch von den Aktionen fernzuhalten. Das Gegenteil ist passiert.

martedì 21 gennaio 2014

Die Faschos des "Hockey Bolzano"

Unter den Fans des Hockeyclubs Bozen mischen sich schon seit Jahren rechtsgerichtete "Ultràs" aus dem Umfeld von Casapound. Während Land und Polizei sich anderenorts schon lange rühmen gegen Südtiroler Neonazis mit Erfolg vorzugehen scheint bei den italienischen Neofaschisten in Bozen nach wie vor Narrenfreiheit zu herrschen...


Verherrlichung des Faschismus: "Siegesdenkmal" Tattoo

Geschmacksloses Fan-T-shirt: "Al potere dal 1933" - "an der Macht seit 1933" mit Reichsadler. Das Gründungsjahr 1933 des Bozner Hockeyclubs wird mit der Machtergreifung Hitlers und der NSDAP in Deutschland gleichgestellt.

giovedì 16 gennaio 2014

Südtiroler Neonazis im Netz


Wie sich Südtiroler Neonazis öffentlich in sozialen Netzwerken wie Facebook präsentieren zeigen folgenden Bilder: Rechtsextreme Tattoos und Symbole, Südtirols braune Kameraden machen aus ihrer Einstellung keinen Hehl:


Triskele-Tattoo - ein beliebtes Neonazisymbol

Schwarze Sonne, eisernes Kreuz und die Othala-Rune welche für die "White Power" Bewegung steht

Hakenkreuz-Tattoo sichtbar auf dem Oberarm

Blood&Honour- eine neonazistische Organisation

"Gott  mit uns" - ein weit verbreiteter Spruch der Wehrmacht

    
Hitlergruß   

giovedì 2 gennaio 2014

Nachtleben und Gewalt | Kommentar

Jugendliche und ihr Anspruch auf ein Nachtleben. Manche tolerieren es, manche wohnen dort und protestieren, anderen sind entsetzt, aber alle sind sich einig dass es so nicht weitergehen kann. 
Keine Woche ohne eine Schreckensmeldung von Randalen und Schlägereien, die Kommentarseiten der Onlinemedien laufen braun an von all den entrüsteten Hobbyrassisten und denjenigen, die sich endlich ernst genommen fühlen, ja womöglich nun die Dolomiten abonnieren um die wöchentliche Beilage "Ausländer gegen Gesetzte" in ihre Stammtischpräsentationen zu kleben.

Andere Gewalt oder andere Wahrnehmung?
Dabei ist es nüchtern betrachtet nicht so, dass die Gewalt zunimmt, sondern nur, dass sie anders wahrgenommen wird. Das hat etwas mit Berichterstattung, aber auch mit der Lage des Geschehens zu tun, welche sich durch mangelndes Angebot auf immer weniger Lokale beschränkt. Als Jugendlicher, der schon einige Jahre das Nachtleben genießt, eines vorweg: Gewalt wird man immer finden, das ist nun mal so, wenn gesoffen wird und sich ein Land entscheidet, der Jugendkultur mit Gleichgültigkeit oder höchstens Ablehnung zu begegnen. Was dieses Thema aber mittlerweile so unerträglich macht, ist die immergleiche Rotation von klagenden Anwohnern auf der einen Seite, einer Jugend ohne Raum auf der anderen und irgendwo zwischen Inkompetenz und Instrumentalisierung die Politik mit Medien. 

Statt verschiedene Zentren: alle in die Stadt Es gab früher mal Einrichtungen wie das Kubo uvm., da waren die einen dort, die anderen da, und so konnte man sich aussuchen, mit welchen Leuten man sich umgibt. Das ist mittlerweile anders. Alle zwängen sich in die Stadt, genauer gesagt auf einen begrenzten Teil der Stadt , weil es sonst einfach nichts gibt das man tun kann. Welche Musik man hört, ob man lieber mit dem Sepp oder dem Achmed ein Bier trinkt, die ganzen Subkulturen werden in eine Gasse gezwängt und sollen dann still und friedlich Wein trinken, oder eben - noch besser - erst gar nicht das tun, was Jugendliche halt so machen, und gleich zuhause bleiben. Nicht genug, dass mittlerweile selbst der Festival-Sommer bürokratisch geschlachtet wird (z.B Miracle Hill), jetzt soll der Jugend auch noch prinzipiell durch Überwachung und von Sicherheitskräften begleitet das Nachtleben vorgeschrieben, kontrolliert, oder ganz unterbunden werden. 

Kritik als Angriff auf den Landesstolz
Der allgemeine Tenor ist doch dieser: "Ihr jungen Leute interessiert uns nicht, aber wenn ihr zu stören beginnt, müsst ihr mit Konsequenzen rechnen." Und wer diese dann tragen muss sind nicht die wenigen Idioten, die provozieren und Schlägereien anzetteln, sondern alle anderen, die sich ja eigentlich nur mit Freunden treffen und Spaß haben wollen. Doch findet der Südtiroler ein Problem, sucht er nicht nach den Ursachen, im Gegenteil, es ist ja fast schon ein Angriff auf den Landesstolz, wenn man behauptet, dass hier etwas ganz grundlegend schief läuft. Nein, es werden Schuldige gesucht, man spielt den entrüsteten, schüttelt arrogant den Kopf und nimmt die erstbeste und bequemste Antwort um dann wieder den unbeteiligten zu spielen. Augenscheinlich begrenzt sich die Wahrnehmung von Kultur bei uns nur auf Schunkelfeste und Weinverkostungen, denn dass kaum Konzerte stattfinden und nur noch sinnlose Sauferei als Beschäftigung bleibt, oder überteuerte Diskotheken, deren Türsteher mit der Anweisung, Leute nach Kleidung und Hautfarbe auszusortieren, niemals allen gerecht werden können, scheint keinem aufzufallen. 

Überwachung und Rassismus als Lösung?!
Soweit so schlecht, aber das Problem nun mit Überwachungskameras und Rassimus tottrampeln zu wollen, ist mehr als unverschämt und zeugt von einer Ignoranz und Gleichgültigkeit, die mich an der Kompetenz sämtlicher beteiligter Instanzen, inklusive gewisser Medien und ihrer Inszenierung von gewalttätigen Minderheiten, nicht nur zweifeln lässt, sondern offensichtlich zeigt wie unfähig diese Gesellschaft ist, wenn es um konstruktive Diskurse oder öffentliche Wahrnehmung überhaupt geht. Hier werden akute Themen sich selbst und den Hetzkollektiven überlassen, Beteiligte ihres Mitspracherechts beraubt und das Vertrauen sowie sozialer Frieden aufgrund von medienwirksamen Blindläufern geopfert. Würden die Südtiroler nur einen Bruchteil an Energie und Mitteln für die Allgemeinheit (in diesem Fall Jugend) aufbringen, welche sie sonst für Wirtschaft, wahlrelevante Senioren und Tourismusstandort ausgeben, dann könnten Jugendliche auch ihre Jugend genießen und ausleben. 

Ein Appell an die Vernunft
Also hier ein kleiner Appell an die Vernunft: Ihr wollt Gewalt unterbinden und nicht nur Schuldige einkassieren? Fangt mal bei den wirklichen Ursachen an. Bietet der Jugend etwas und überlasst sie nicht den Theken, gebt ihnen Möglichkeiten und nicht nur die Verbote, oder mal ganz allgemein; hört auf über der Jugend hinweg zu banalisieren und dieses Problem mit Überwachung und Stigmatisierung nur noch größer zu machen. Kann doch nicht sein dass hier wieder einmal "die Ausländer" herhalten müssen und Überwachungskameras inklusive Mikrofone ernsthaft als Lösung in betracht gezogen werden!?

mercoledì 1 gennaio 2014

Ein Rückblick mit Vision | Kommentar

Ein Jahr ist zu Ende, ein neues beginnt. 2013 war für Südtirol ein bemerkenswertes Jahr mit so manchen Höhen und Tiefen. Ein Blick zurück und nach vorne.
  • Wirtschaftlich war das vergangene Jahr vor allem von der europäischen Krise geprägt, die sich in Südtirol stärker bemerkbar gemacht hat: Einsparungen im öffentlichen Dienst, zahlreiche Unternehmen, die zusperren mussten, die Arbeitslosigkeit im Steigen und Alternativen zur fatalen Sparpolitik stehen nicht zur Debatte. Steigende Armut und Kriminalität sind Symptome davon, die auch in Südtirol immer akuter werden.
  • Politisch gesehen war 2013 gekennzeichnet von einem Generationswechsel in der SVP und einem erneuten Zugewinn für die hiesigen Rechtspopulisten bei den Landtagswahlen im Oktober. Bemerkenswert auch, wie die Aussicht auf Regierungsbeteiligung den Oppositionsparteien den Kopf verdreht hat, wie sie  durch die Bank um die Gunst jener Partei gebuhlt haben, die sie seit zwanzig Jahren in Grund und Boden kritisieren.
  • Kulturell gab es auch einige Neuerungen: Positiv ist gewiss die Pluralisierung der Medienlandschaft vor allem im Online-Bereich durch die Formate von Tageszeitung Online, Salto und Barfuss. Andererseits erreichte der mediale Diskurs mit dem "Bettler-Clan"-Artikel in der ff und der "Albanerbanden"-Kampagne der Dolomiten einen qualitativen Tiefpunkt.
  • Was den Neofaschismus betrifft, so war 2013 insgesamt ein recht ruhiges Jahr. Die deutschsprachige Szene liegt politisch gesehen brach, einzig der verwaiste Etschlicht-Blog ist medial aktiv. CasaPound ist zwar in Bozen stark engagiert, hat aber bei den Parlamentswahlen Schiffbruch erlitten und zudem den Sitz in Leifers verloren, Forza Nuova seine Ankündigung zwecks Sitz in Meran nicht umgesetzt.
Auch wenn diese kurzen Bilanz eher negativ ausfällt, so gab es auf lokaler Ebene durchaus auch viele von engagierten Personen und Gruppen getragene Entwicklungen, die Mut machen. Einige davon sollen stellvertretend genannt werden: Erstens ist an der Uni Bozen frischer Wind zu spüren, insbesondere der Studierendenverein kikero hat durch viele gute Veranstaltungen von sich Reden gemacht. Zweitens das politische (Blog)Projekt Brennerbasisdemokratie, das sich immer wieder in konsequent antifaschistischem Geist geäußert hat. Drittens sind zahlreiche Einzelpersonen sehr engagiert im Internet und den sozialen Medien aktiv, wenn es darum geht, zu politischen Themen Stellung zu beziehen und gegen Rassismus und Nationalismus das Wort zu ergreifen; Markus Lobis ist nur einer davon. Und natürlich das Kollektiv rund um den Kulturverein OstWest*EstOvest, deren Arbeit gar nicht hoch genug gewürdigt werden kann.

Wenn wir nach vorne blicken, so sieht die Zukunft - nüchtern betrachtet - alles andere als rosig aus. Die großen Probleme der Gegenwart wie Klimawandel und Netzfreiheit sind weit von einer gerechten Lösung entfernt. In der Wirtschafts-ebenso wie der Eurokrise wurde auf Zeit gespielt. Gleichzeitig feiern europaweit Rechtspopulisten Wahlsiege und dringt Rassismus und Nationalismus bis in die Mitte der Gesellschaft. Südtirol ist weder der Nabel der Welt, noch die Insel der Seligen, aber am Puls der Zeit: Die "Großstadtprobleme" sind längst Normalität. In dieser Situation sind wir zum Handeln gefordert: Es braucht eine politische Organisation, die die einzelnen Initiativen bündelt, medial wirksam und in der Gesellschaft verankert ist und so ein Gegengewicht zu den neoliberalen ebenso wie rechtspopulistischen Ideen bieten kann. Diese Organisation muss unabhängig von der Parteipolitik sein, sie darf sich jedoch nicht davor scheuen, sich die Hände schmutzig zu machen und bei Wahlen Partei zu ergreifen - etwa bei den Europawahlen im Mai dieses Jahres.

Wenn wir jetzt nichts tun, wenn wir uns jetzt nicht organisieren, dann ist es zu spät, wenn die Probleme schlimmer werden. Wir leben schon jetzt in einem Land, in dem die Konservativen an der Macht, die Rechtspopulisten in der Opposition und die Schützen auf der Straße sind. Dass dann die Reichsten auf dem Cover prangen und die Armut verboten wird, darf nicht verwundern. Ebenso wenig wie das ethnische Schattenboxen um die "Zukunft Südtirols", bei dem sich die Parteien mit inhaltsleeren Phrasen gegenseitig heiße Luft um die Ohren blasen, während "an den wirklich wichtigen Themen niemand rührt". Wundern darf uns auch nicht, dass es so bleibt, wie es ist, wenn wir nichts tun. Dabei können wir nur gewinnen: Es kann nur besser werden.

martedì 17 dicembre 2013

CasaPound: deutsche Nationalisten schielen nach Italien

CasaPound Italia ist in den letzten Jahren bei allen mögliche Rechten in Europa auf großes Interesse gestoßen. Auch in Deutschland. 
Zunächst nur bei Nationalrevolutionären und Zirkeln der Neuen Rechten. Mittlerweile aber auch bei neu-rechten Zeitungen wie der „Sezession“ und der „Blauen Narzisse“, sowie der Jugendorganisation der NPD, den Jungen Nationaldemokraten (JN)
Bei der JN sind es vor allem deren Vertreter aus Sachsen, die in den letzten Jahren schon mehrere Male nach CasaPound in Rom pilgerten. Das Interesse innerhalb der JN/NPD an Inhalt, aber vor allem Stil der CasaPound Faschisten ist groß. Im Sinne »Von Italien lernen, heißt siegen lernen« war im Dezember 2012 auf der JN-Internetseite „Aktion-Widerstand“ zu lesen: 
 »Jeder der sich mit der Casapound-Bewegung beschäftigt, ihre Ausstrahlung bewundert und ihren Gedanken zu einer europäischen Idee im 3. Jahrtausend verfolgt, kennt die Faszination, mit der viele von uns nach Rom blicken. Das Leuchten in den Augen derer, die aus Rom zurückkehren und berichten, wie gelebter Nationalismus aussehen kann, zeigt, wie viel wir von unseren italienischen Freunden lernen können.« 
Dieser Text bewarb die Dezemberausgabe 2012 des JN-Zentralorgans „Der Aktivist“. Leitthema der Ausgabe war »Nationale Zentren und Orte«. Im Heft war ein vierseitiges Interview mit dem Titel »Auf einen Teller Pasta mit Gianluca Ianonne« zu lesen. Und ein weiterer Artikel ging auf die »Bedeutung eigener Immobilien für die nationale Bewegung« ein. 
So verwundert es nicht, dass sich die NPD-Jugend im italienisch-deutschen Ideologietransfer ergeht und versucht Konzepte der rechten Sozialbewegung CasaPound Italia nach Deutschland zu importieren. Der NPD-Stadtrat Dr. Olaf Rose aus Pirna dürfte seinem NPD-Nachwuchs dabei keinerlei Steine in den Weg legen. Auch er gastierte schon bei CasaPound Italia. Im Mai diesen Jahres war er zu Gast bei eine Tagung von CasaPound Italia in Florenz und referierte dort neben CasaPounds Kultursprecher Adriano Scianca auf einer Tagung. Roses Thema: Die Bombardierung Dresdens durch Alliierte Luftverbände.
So steht die Namensgebung des „Haus Montag“ in Pirna ganz im Sinne des italienisch-deutschen Ideologietransfers. Im Italienischen steht Casa für Haus. Und „Casa Montag“ war das erste besetzte Haus der römischen Rechtsradikalen an der Via Tiberina 801 bevor sie im Dezember 2003 die Mietskaserne in der via Napoleone III besetzten und es „Casa Pound“ nannten. In der letzten Woche erschien ein Artikel über die sächsische NPD in der Süddeutschen Zeitung, in dem sich Olaf Rose und der JN-Bundesgeschäftsführer Julian Monaco im „Haus Montag“ vor einem Ezra Pound - Plakat CasaPound Italias abbilden ließen. Olaf Rose deutete an, dass neben Parteitreffen auch an Nachhilfeunterricht für SchülerInnen der nahe gelegenen Schule gedacht würde. Das würde ganz auf CasaPound Linie und deren Schüler-und Studentenorganisation „blocco studentesco“ liegen. 
Mittlerweile existiert auch eine Facebook Seite des „Haus Montag“. Dies zeigt neben den Räumlichkeiten, eine kleine Bibliothek und einen Kraftraum. Ein T-Shirt mit dem Aufdruck „Den Tiger reiten“ nach dem Buch „Cavalcare la tigre“ des faschistischen Theoretikers Julius Evola ist zu bewundern. Versehen mit einem Emblem, dass der Hausband CasaPound Italia, „Zetazeroalfa“, nachempfunden ist. Der Sänger dieser Band, Gianluca Ianonne, ist gleichzeitig Präsident CasaPound Italias. Ein zweites T-Shirt trägt vorne den Aufdruck „Haus Montag“ und auf der Rückseite das schon genannte Logo mit dem Aufdruck „Make Love and war“. Dieser Spruch ist der derzeitigen Kampagne Faites l'amour et la guerre“ auf der national-revolutionären Internet Seite „Zentropa.Info“ abgeschaut.  
Ursprünglich lautet der Spruch „Faites l'amour, pas la guerre“ - „make love, not war“ und entstammt der Anti-Kriegs Bewegung Ende der 60er Jahre. Diese eindeutige Aufforderung zum Krieg durch die Zentropisten ist eine Verhöhnung des pazifistischen Slogans der Friedensbewegung. Des weiteren findet man auf der Facebook Seite des „Haus Montag“ ein antiamerikanisches und pro Assad Plakat aus der derzeitigen „European Solidarity Front for Syria“-Kampagne der europäischen radikalen Rechten, den üblichen positiven Bezug auf den umstrittenen Film „Fight Club“ nach Chuck Palahniuks literarischer Vorlage und weitere Grafiken aus dem CasaPound Italia Repertoire.

Quelle: Heiko Koch, linksunten.indymedia.org