venerdì 5 aprile 2013

Diskussionsabend: Rock für den Volksempfänger - KOMMENTAR

Diskussionsabend: Rock für den Volksempfänger", so lautete der Titel der Veranstaltung am vergangenen 3. April im Stadttheater in Sterzing. Es ging darum wie besonders Südtiroler Deutschrock alla Freiwild im Ausland und auch hier in Südtirol wahrgenommmen wird und welche Positionen mit der Musik vertreten werden.
Es wurder der Film "Blut muss fliessen - Undercover unter Nazis" von Peter Ohlendorf gezeigt.
Die Diskussion wurde geführt von: Thomas Kuban (Journalist), Peter Ohlendorf (Filmemacher), Hans Heiss (Politiker und Historiker), Michael Torggler (Jugendarbeiter und Musiker), Heinrich Schwazer (Journalist) und Lukas Schwienbacher (Forum Prävention). Gudrun Esser moderiert den Abend.
KOMMENTAR:

Von freien Kühen

Bildquelle: STOL
Als ich gestern Abend nach Sterzing fuhr, hatte ich eigentlich keine großartigen Erwartungen an das was im dortigen Stadttheater geschehen würde, ich freute mich lediglich darauf den Film „Blut muss fließen zu sehen“, da man aufgrund der Verweigerung der öffentlich-rechtlichen TV-Stationen in Deutschland bisher keinerlei Möglichkeit hatte, den Streifen zu begutachten. Umso erschrockener war ich, als ich wieder den Nachhauseweg antrat. Denn nach dem gestrigen Abend in der Fuggerstadt muss ich gestehen, dass ich regelrecht schockiert und in meinem Südtirol-Bild leider nur ein weiteres Mal bestätigt wurde. Jene Argumente welche von Thomas Kuban und Regisseur Peter Ohlendorf geliefert wurden, sind schlichtweg ignoriert worden und wurden dann sowohl von den Verlautbarungen im Publikum, als auch vom Kulturjournalisten der Tageszeitung Heinrich Schwazer gekonnt umgangen. Es ist zwar festzustellen, dass es von den Organisatoren reichlich ungeschickt war den Film „Blut muss fließen“ auszustrahlen und nachfolgend eine Diskussion über Deutschrock bzw. letztlich über Frei.Wild zu führen, da die beiden Thematiken nur am Rande etwas miteinander zu tun haben, das ändert aber nichts an der Tatsache, dass die Gefahr welche von bestimmten Liedtexten, auf die u.a. und zum Glück auch von Hans Heiss hingewiesen wurde, von viel zu großen Teilen des Publikums nicht beleuchtet wurde. Als dann

lunedì 18 marzo 2013

Schlägerei zwischen Neonazis und Albanern

Artikel in der "Alto Adige" vom 13.03.2013

Laut der Alto Adige und Suedtirolnews kam es vor einige Monaten zu gewalttätigen Auseinandersetzungen zwischen Neonazis und Albaner in Meran mit mehreren verletzten. Alle zwölf Personen erhielten ein Anzeige wegen Schlägerei, den Neonazis droht auserdem eine Anzeige wegen Verstoßes gegen das Mancino-Gesetz.
Drei der beteiligten Neonazis waren bereits 2010 verhaftet worden, und mussten daraufhin einen Demokratiekurs belegen - ohne große Wirkung sich herausstellte.

Bilanz: Nach der Verhaftungswelle im Jahre 2010 wurde bekannt das etliche Anzeigen wegen Körperverletzung, Bedrohung, Verstöße gegen das Mancino Gesetz u.ä. gegen Neonazis aus dem Raum Meran gemacht wurden. Bis jetzt warten jedoch noch einige Opfer noch immer auf das ihnen zustehende Schmerzensgeld. Wie es aussieht wurden die Anzeigen zu den Akten gelegt, abgewiesen oder ähnliches. Gerüchten zufolge hätten die Neonazis "zu gute Anwälte".
Ausbleibende Konsequenzen bei Neonazidelikten und eine tendenzieller Rechtsruck bei Südtirols Jugendlichen lassen Nazi-Ideologien wieder aufblühen.

martedì 5 marzo 2013

Ferrari: "Un risultato deludentissima"

Tutto quello che dovete sapere sul risultato elettorale della estrema destra italiana - l'Antifa Merano intervista Saverio Ferrari dell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre (ultimo libro “Fascisti a Milano, da Ordine Nuovo a Cuore Nero”).

Signor Ferrari, queste elezioni hanno segnato la sconfitta dei partiti affermati. Come vede il risultato dei partiti neofascisti?
Dispersa in più sigle l’estrema destra è andata incontro a un risultato decisamente negativo. Gli unici a salvarsi sono stati i Fratelli d’Italia, che con 665.830 voti, pari all’1,95%, sono riusciti a portare in parlamento una pattuglia di nove deputati ma nessun senatore. Risultato conseguito in coalizione con Pdl e Lega. La Destra, invece, nella quota dei seggi da ripartire tra i «migliori perdenti», con 219.769 suffragi, ovvero lo 0,64%, è rimasta fuori. L’unico premio di consolazione per il partito di Francesco Storace, nei fatti, è stato l’elezione di tre consiglieri regionali nel Lazio, dove pure Storace stesso era stato sostenuto alla carica di presidente da tutto lo schieramento guidato dal Popolo della libertà. Il resto dice di consensi tutti al di sotto dell’1%, con Forza nuova allo 0,26% (89.811 voti), la Fiamma tricolore allo 0,13% (44.744 voti) e Casa Pound allo 0,14% (47.692 voti). 
Grillo ha sostenuto che il suo movimento riempie un vuoto nel mondo della politica, che in altri paesi viene colmato dall'estrema destra. E' d'accordo?
Fino a un certo punto. L’impianto programmatico del Movimento 5 stelle in alcune sue linee essenziali (dalla No Tav alla difesa dei beni pubblici, dall’acqua alla scuola alla sanità, fino al conflitto d’interessi e alla richiesta di un profondo rinnovamento della vita politica, cacciando corrotti e profittatori) si connota come di sinistra. Così è stato percepito soprattutto dallo stesso corpo elettorale. L’analisi dei flussi elettorali indica una prevalenza di voti provenienti da quella parte. L’estrema destra in Italia, pur in assenza di Grillo, non sarebbe in grado di promuovere un consenso così esteso, anche sposando o mimetizzandosi dietro a quegli stessi contenuti. Non ne avrebbe né la forza né la capacità politica.
Dopo “l'abbraccio” alla destra di Berlusconi nel 2006, la Fiamma Tricolore è tornata a correre da sola, raccogliendo solo un quinto dei voti rispetto alla tornata elettorale nel 2006. Possiamo dichiarare conclusa l'esperienza del MSI?
Direi che l’esperienza della Fiamma tricolore era già in esaurimento da molto tempo, per lo meno da quando nel 2008 cacciò il gruppo originario di Casa Pound, ovvero l’unica realtà giovanile su cui poteva contare. La Fiamma tricolore si riduce a oggi a un piccolissimo ceto politico. Potrà solo riciclarsi da qualche altra parte o tentare di farlo. 
Lei ha affermato che queste elezioni sarebbero state il banco di prova di Casa Pound. Ora l'organizzazione di Iannone ha raccolto lo 0,1% dei voti a livello nazionale. Come spiega questo fallimento e come andrà avanti?
Deludentissima è stata la prova di Casa Pound, soprattutto a Roma (0,78%). Spicca come solo dato significativo per CP l’1,72% di Bolzano, l’unica realtà al Nord con un qualche radicamento, frutto di vicende locali segnate dalla storica presenza dell’estrema destra nella comunità italiana. Un segnale, in conclusione, di forte indebolimento. Il passaggio alla “politica” come sempre è arduo e misurarsi con il consenso un salto rischioso. Anche per Casa Pound. Un conto è promuovere un’attività culturale e un conto è trasformarsi in un partito. Casa Pound non dispone per altro di una presenza sufficientemente diffusa sul territorio nazionale. Come proseguirà è difficile dirlo. Potrebbe anche archiviare quanto è successo come un primo tentativo di irruzione nella politica e tornare alle origini. Non ci resta che aspettare. 
A maggio Casa Pound affronterà le elezioni comunali di Roma. Con quale risultato, secondo Lei?
Le prossime elezioni comunali a Roma potrebbero rappresentare un’altra battuta d’arresto per Casa Pound. Tanto più dopo la rottura con il sindaco attualmente in carica Gianni Alemanno e l’intenzione dichiarata di presentarsi da soli senza alleanze. Un vicolo cieco. Non credo che i risultati saranno di molto superiori a quelli del 24-25 febbraio. 
Dopo il risultato di questa tornata elettorale, come vede il pericolo neofascista nei prossimi anni?
Il pericolo del neofascismo in Italia non risiede tanto nella forza delle organizzazioni che lo rappresentano, quanto nei rapporti che queste intrattengono con la destra istituzionale, Pdl e Lega. Qui il nocciolo della questione, che si traduce nello sdoganamento dei gruppi di estrema destra, tramite riconoscimenti e alleanze politiche, in campagne revisioniste e di denigrazione della Resistenza, di attacco alle istituzioni democratiche nate dalla lotta di Liberazione. Il problema sta nella stessa natura della destra italiana estranea ai valori costituzionali.

mercoledì 20 febbraio 2013

CasaPound-Plakate in ganz Meran übermalen

bearbeitete CasaPound-Plakate in Meran
Wie heute bekannt wurde, haben Unbekannte in Meran die Wahlplakate der faschistischen Bewegung CasaPound übermalen. Dabei wurde das Symbol mit dunkler Farbe unkenntlich gemacht. Die Wahlplakate waren nur in den größeren Städten Südtirols und vor allem in Bozen angebracht worden, nicht aber im ländlichen Raum. CasaPound tritt - wie berichtet - in Südtirol für die Kammer sowie den Senatswahlkreis Bozen-Unterland an. Schon zuvor war es immer wieder zu vereinzelten Unmut-Aktionen aus der Bevölkerung gekommen: Plakate waren halb oder ganz abgerissen worden, mit Stiften übermalen und überklebt worden. Kommen solche Ereignisse im Wahlkampf auch häufig vor, so traf es diesmal insbesondere die Faschisten des 20. Jahrhunderts von CasaPound. Zur Tat bekannt hat sich bislang noch niemand.

martedì 19 febbraio 2013

+Demo gegen CasaPound in Bozen!+

Am morgigen Mittwoch, 20. Februar, findet sich der Spitzenkandidat von CasaPound Italia, Simone di Stefano, in Bozen ein. Ausgerechnet am Mateotti-Platz, der nach dem von den Faschisten ermordeten Abgeordneten benannt ist.
Eine Gegendemonstration startet um 18 Uhr beim Hadriansplatz! 

Unterdessen sind in mehreren Südtiroler Ortschaften CasaPound-Plakate für die Parlamentswahlen angebracht worden. Etliche wurden schon beschädigt oder übermalen.

lunedì 11 febbraio 2013

Etschlichter geht das Licht aus...

Vorerst auf Facebook. Wer sich gewundert hat, warum ihre Seite (ca. 200 Likes) dort nicht mehr anzutreffen ist, hat nun Gewissheit: Der Versuch der Neonazis, die sozialen Netzwerke für ihre Zwecke zu nutzen, ist gescheitert. "Es machte in unseren Augen keinen Sinn mehr", heißt es resigniert.
Hier ihre Erklärung von vor ein paar Tagen:


giovedì 7 febbraio 2013

Was sich gehört | Kommentar

Was ist so schlimm an Michael Demanegas Sager an einer Oberschule in Schlanders? "Wir waren zuerst da. Wir überlassen Südtirol nicht diesen Dahergelaufenen.", soll er gesagt haben, oder nach seiner Version: "Wir können Einheimische nicht gleich behandeln, wie jeden Dahergelaufenen…" Gehört es nicht zum guten Ton, andere Meinungen zu tolerieren und diese anzuhören? Gehört das nicht zu Anstand und Meinungsfreiheit, wie Demanega einfordert?
Wir sollten aufpassen, dieser Sicht vorschnell zuzustimmen und uns fragen, warum gerade in letzter Zeit die Meinungsfreiheit so oft ins Spiel gebracht wird, wenn es um Rechtspopulismus und Neofaschismus geht. Denn: Warum müssen wir diese Diskussion überhaupt führen? Sollte es nicht klar sein, dass solche Ansichten unangebracht sind? Ist das nicht schon ein Indiz dafür, wie sehr sich der Rahmen von dem verschoben hat, was in der Politik gesagt werden darf und was nicht? Was früher im besten Fall nach der Sperrstunde unter Kameraden gesagt wurde, wird heute von Anzugträgern im Parlament vertreten. Ernsthaft und überzeugt.
Die jüngsten Äußerungen von Berlusconi und Biancofiore sind nur ein weiterer Versuch von vielen, die Grenze der legitimen politischen Äußerung nach rechts zu verschieben. Nur zur Erinnerung: Im Jahr 2006 hat er die Parlamentswahlen mit einem Bündnis gewonnen, das von den Christdemokraten über Forza Nuova bis zu den faschistischen Schlägern des Veneto Fronte Skinhead auf den Listen der Fiamma Tricolore reichte. Seine Strategie ist die des kalkulierten Skandals: Er wagt sich mit Äußerungen vor, wartet die Reaktion ab, und rudert eventuell etwas zurück. Der Schaden ist dann aber schon angerichtet.
Etwas anders verhält es sich mit der Meinungsfreiheit: Wir sollten uns voll und ganz den Grenzen dieses Prinzips bewusst sein. Das Recht auf freie Meinungsäußerung ist eine formelle Regel, sie ist ihrem Inhalt gegenüber neutral: Alles kann eine Meinung sein, von kulinarischen Vorlieben bis hin zur Vorstellung, Jüdinnen und Juden ließen sich an ihrer Schädelform erkennen (und dann eliminieren).
Liberale argumentieren hier, dass es auch noch andere Prinzipien gibt (Recht auf Unversehrtheit, Wahrung der Würde, etc.), die miteinander abgewogen werden müssen. Aufschlussreicher ist die Ansicht, dass Gesellschaft und Politik nur funktionieren können, wenn es einen Konsens darüber gibt, was gesagt und getan werden kann und was nicht - was also zum Bereich der legitimen Ansichten gehört. Nur in diesem Rahmen ist Meinungsfreiheit möglich. Wir teilen eine Fülle von Grundannahmen über die Art des Zusammenlebens, die das Fundament der Kommunikation darstellen: Mit einem überzeugten Nationalsozialisten wird ein Gespräch über Minderheitenschutz  sehr schnell zu Ende sein, weil der Konsens darüber fehlt.
Was heißt das für den Fall Demanega? Wir sollten sehr aufmerksam sein, wenn heute in unseren hyperliberalen Gesellschaften die Meinungsfreiheit eingefordert wird. Dies ist ein sicheres Indiz dafür, dass es gerade nicht um Meinungen geht (Ansichten innerhalb des Konsenses), sondern um die Verschiebung der Prinzipien des Konsenses. Es ist eine weitere Strategie, die Grenzen des Sagbaren in eine bestimmte Richtung hin (Rassismus) zu öffnen. In dieselbe Richtung geht die Taktik, sich als Stimme des Volkes zu präsentieren, die nur sagt, "was die Leute denken". Hier gilt nur festzuhalten, dass "die Leute" sehr viel denken, was zum Glück aber keinen Platz in der Politik hat.
Die Antwort auf solche Versuche muss sein, dass wir das, was am Konsens unserer Gesellschaft gut ist, vehement verteidigen und darauf bestehen, dass Rassismus und Faschismus keine legitimen Meinungen sind, über die wir nicht bereit sind, überhaupt erst zu diskutieren. Das heißt auch, dass wir uns mit Leuten, von denen solche Äußerungen zu erwarten sind, erst gar nicht an einen Runden Tisch setzen: Was gibt es mit Leuten zu diskutieren, die "Einheimische zuerst" fordern und Deutsche oder Weiße meinen, wenn sie "Einheimische" sagen?
Langfristig müssen wir einen Konsens schaffen, der auf den Werten der Gleichheit und Freiheit beruht und ein gutes Leben für alle zum Ziel hat. Eine Leitkultur also, die nicht auf Sprache, Herkunft oder Religion gegründet ist, sondern auf Solidarität und Gemeinschaft von Gleichen. Wir sollten nicht immer noch über Sexismus, Rassismus, Armut und Ausbeutung diskutieren und argumentieren müssen. Es sollte sich von selbst verstehen. Und Leute wie Demanega sollte nicht gehört werden. Weil es sich nicht gehört.

Gleichbehandlung | Kommentar


lunedì 4 febbraio 2013

Neonazi-Flugblätter in Meran und Umgebung aufgetaucht

Vor einigen Tagen sind Meran und Lana Flugblätter mit der Aufschrift "Die Demokraten bringen uns den Volkstod" aufgetaucht.
Weißes Druckerpapier, simple Schrift, kopierte Parolen - besonders viel Mühe gemacht hatten sich der/die Urheber bei der Verbreitung ihrer neonazistischen Ideologie nicht. Der Inhalt der Zettel ist vom neurechten "nationalen Widerstand" aus der BRD übernommen: Parolen, wie sie etwa von den mittlerweile verbotenen "Spreelichtern" verbreitet wurden.
Die Parole „Die Demokraten bringen uns den Volkstod“ etwa ist die bekannteste in diesem Dunstkreis, "Damit die Nachwelt nicht vergisst, dass du Deutscher gewesen bist" stammt von der "Unsterblichen"-Bewegung (siehe dazu hier).
Die Verbreitung der Flugblätter ist in einer Reihe mit ähnlichen Aktionen zu sehen: Vor einem Jahr war Neonazi-Propagandamaterial an Meraner Oberschulen aufgetaucht, und hin und wieder tauchten in der BRD georderte "Volkstod"-Aufkleber in der Passerstadt auf.

Ein klares Statement auf diese ideologischen Zuckungen kommt von der Brigata Giallorossa: "Stoppt den blinden Hass", fordern sie auf einem Transparent.

mercoledì 30 gennaio 2013

lunedì 28 gennaio 2013

CasaPounds bunter Haufen

Senatskandidat Puglisi Ghizzi: wäre gern ein Comic-Held.
CasaPound hat kürzlich die KandidatInnen für die Parlamentswahl im Februar vorgestellt. Unterstützt wird die Liste von lokalen Partei Unitalia. Kandidat für den Senatswahlkreis Bozen-Unterland ist Maurizio Puglisi Ghizzi, Immobilienmakler aus Bozen.
Auf der Liste von CasaPound für die Abgeordnetenkammer finden sind neun KandidatInnen, darunter der Bozner Gemeinderat von Unitalia, Gianfranco Piccolin, sowie der Ex-Gemeinderat von Franzensfeste, Daniele Guzzonato, der vor drei Jahren für den Popolo della Libertá angetreten war.
Unitalia hatte bei den letzten Parlamentswahlen - damals noch im Bündnis mit LaDestra und Fiamma Tricolore - 5.067 Stimmen geholt, bei den Landtagswahlen waren es ähnlich viele. Nun kandidiert ein Exponent für CasaPound, und auch Donato Seppi kündigte die Unterstützung der Liste an. Aufgrund des Bündnisses mit CasaPound und der desolaten Lage der italienischen Rechtsparteien in Südtirol dürften sie einigen Zuwachs verzeichnen.
Bemerkenswert dass der Senatskandidat Puglisi Ghizzi selbständiger Immobilienmakler ist und ein Immobilienbüro in Bozen betreibt - einer Stadt, in der die Mietpreise unter den höchsten in Norditalien sind: Mit 3.500 Euro rangiert die Landeshauptstadt auf Platz 4. Bemerkenswert deshalb, da Puglisi Ghizzi, der sein Geld mit überteuerten Wohnungen macht, für eine Bewegung antritt, die in ihrer Kampagne "Mutuo sociale" gerade gegen den "Immobilienwucher" wettert. Das Facebook-Profil von Puglisi Ghizzi offenbart derweil tiefe Einsichten in die Psyche des Kandidaten: Kindische Comic-Bilder, faschistische Führer, billige Polemiken und CasaPound-Propaganda sind der geistige Horizont des Senatskandidaten, der auch mal Captain Harlock ins Profilbild stellt.

Berichte:
Alto Adige
Südtirol News

mercoledì 23 gennaio 2013

CasaPound kandidiert | Keine Stimme dem Faschismus!

Die neofaschistische Bewegung CasaPound tritt bei der Wahl Ende Februar 2013 in mehreren Regionen an. Die Erfolgschancen sind gering, die Richtung ist aber klar: CasaPound will sich als ernsthafter politischer Akteur etablieren. Auch in Südtirol tritt die Bewegung an.
Der Faschismusforscher Richard Paxton hat zur Analyse faschistischer Bewegungen ein fünfstufiges Stadienmodell vorgeschlagen, nach dem auf 1. die Entstehung der Bewegung 2. ihre Etablierung im politischen System, 3. der Griff nach der Macht, 4. die Machtausübung sowie schlussendlich 5. Radikalisierung oder Niedergang folgen.
In diesem Sinne arbeitet CasaPound gerade dabei, die Schwelle zur zweiten Stufe zu meistern: Sie will aus dem subkulturellen, jugendlichen Milieu heraus und sich als ernst zu nehmender politischer Akteur etablieren. Auch wenn der Weg an die Macht noch weit ist: Ein Achtungserfolg ist durchaus möglich.
Spitzenkandidat ist der Vizepräsident von CasaPound, Simone di Stefano, der auch bei den Regionalwahlen im Latium antritt. Aus seiner Ideologie macht er keinen Hehl:
[Mussolinis] Politik wird heute gebraucht. Wir brauchen jemanden, der dafür sorgt, dass unsere Banken und das Finanzwesen Italien dienen. Die jungen Leute, die zu uns kommen, betrachten Mussolini als Vater dieses Landes.
Sein Bestreben ist genuin faschistisch, vertritt er doch einen "organischen Nationalismus", nach dem Italien umgestaltet werden soll:
Das Ziel von CasaPound ist, die Region Latium zu einem organischen Körper zu machen: Wir wollen eine Region, die eine 'soziale Festung' und ein aktives Wirtschaftssubjekt ist, fähig, die harmonische Entwicklung des Territoriums und aller ihrer Provinzen anzuleiten.
Ebenso typisch die korporatistische Vision einer Aussöhnung der ökonomischen Konflikte: In diese Richtung geht die programmatische Forderung nach der Einrichtung einer "Arbeitskammer", die "die Bürger aufgrund ihrer Arbeit oder ökonomischen Aktivität repräsentiert, die sie in der Nation verrichten", bzw. - in einer anderen Version - "eine harmonische Repräsentation aller produktiven und arbeitenden Kategorien garantiert". Die Revolutionsrethorik kann über diese reaktionären Vorstellungen nicht hinwegtäuschen.
Gianluca Iannone selbst steigt nicht in den Ring. Im Latium, der Hochburg von CasaPound, fiel es der Bewegung nicht schwer, die für die Zulassung zur Wahl nötigen Unterschriften zu sammeln. Hier finden sich auch einige von gewalttätigen Auseinandersetzungen bekannte Exponenten auf der Liste zu Senat und Abgeordnetenkammer. Ebenso vertreten ist sie in Kampanien, wo sie auch für beide Kammern kandidiert, sowie in der Region Trentino-Südtirol: Hier kandidiert die Bewegung im Senatswahlkreis Bozen sowie für die Abgeordnetenkammer. Nicht zugelassen hingegen wurde CasaPound in Umbrien.
Da CasaPound in keinem Bündnis organisiert ist, sind die Chancen sehr gering: Selbst im Latium sagen Umfragen der Bewegung nur Ergebnisse von 1% voraus. In jedem Fall gilt aber: Keine Stimme dem Faschismus (in allen seinen Farben)!

UPDATE 6.2.2013
CasaPound tritt nun laut dem Portal IGN in folgenden Regionen und Wahlkreisen an:
In particolare, il simbolo della tartaruga frecciata sarà presente: in Valle d'Aosta alla Camera e al Senato, in Trentino Alto Adige alla Camera e al Senato, in Piemonte circoscrizione Piemonte 1 e Senato, in Lombardia al Senato, in Veneto nella circoscrizione Veneto 1 e al Senato, in Emilia Romagna alla Camera, in Toscana alla Camera e al Senato, nelle Marche alla Camera, in Abruzzo alla Camera e al Senato, nel Lazio nelle circoscrizioni Lazio 1 e Lazio 2 e al Senato, in Campania nelle circoscrizioni Campania 1 e Campania 2 e al Senato, in Puglia alla Camera e al Senato, in Calabria alla Camera e al Senato. 

venerdì 11 gennaio 2013

Ost-West-Club: ff-Bericht

In der Wochenzeitung ff ist ein Bericht über das alternative Kulturzentrum Ost-West in Meran erschienen.
Sieben Leute sind ehrenamtlich darum bemüht, den Club auf Vordermann zu bringen. Sie sind zwischen Mitte zwanzig und Ende dreißig, Leute aus allen Sparten. Was sie eint, ist die Entschlossenheit, Meran eine Alternative zu den Lokalen im Zentrum zu bieten. „Wir wollen eine Plattform schaffen, auf der sich alle Alters- und Sprachgruppen begegnen können, egal welchen sozialen Hintergrund man hat“, sagt Michael Schwalt, Magazineur und Präsident des „Kultur- und Kommunikationszentrums“, als das sie sich verstehen. Erst letztens habe er sich im Club mit einem Flüchtling aus Nigeria unterhalten. „In einem Lokal wie dem Rossini wäre ich dem wahrscheinlich nicht begegnet.“
Den ganzen Artikel hier lesen.

domenica 6 gennaio 2013

Frei.Wild: "nicht Heimatliebe, sondern aggressiver Nationalismus"

Der Journalist Thomas Kuban hat der ff kürzlich ein Interview gegeben, in dem er über Neonazismus, Musik und Frei.Wild spricht.
Frei.Wild steht unter anderem für völkische und nationalistische Liedtexte. Es handelt sich dabei nicht nur um Heimatliebe, wie von der Band behauptet, sondern um einen aggressiven Nationalismus. Die Band singt zum Beispiel, dass ihr das Heimatland heilig sei, sie daran keine Kritik dulde und die Feinde des Landes in der Hölle schmoren sollen. Ich habe Frei.Wild ursprünglich als Identitätsrockband bezeichnet. Mit dem neuen Album „Feinde deiner Feinde“ bewegt sich die Gruppe inhaltlich aber in Gefilden des Rechtsrock.
Neu hinzugekommen ist beispielsweise der Hass auf Andersdenkende. So erklärt die Band in einem Lied, dass sie „Gutmenschen und Moralapostel“ hasst. Sie hetzt gegen Leute, die „Geschichte, die noch Kohle bringt, nicht ruhen lassen“. Lehrer, die ihr Geld mit Geschichte-Unterricht verdienen, können mit einer so formulierten Aussage nicht gemeint sein, aber die Opfer der Nazi-Diktatur, die bis heute vom deutschen Staat Entschädigungszahlungen erhalten. Der vor allem gegen Juden gerichtete Vorwurf, mit Geschichte Kohle zu machen, ist in der Nazi-Szene weit verbreitet. Frei.Wild arbeitet mit Anspielungen und Andeutungen. In ihrem Liedgut finden sich auch geschichtsrevisionistische Fragmente. Zum Beispiel heißt es im ersten Titel des neuen Albums „Heut gibt es den Stempel, keinen Stern mehr“. Frei.Wild stellt sich darin als verfolgte Band dar. Das ist eine unglaubliche Verharmlosung der Judenverfolgung.
Das ganze Interview hier abrufen.

sabato 5 gennaio 2013

DIAZ-Filmvorführung | großes Interesse

Auf großes Interesse ist die Vorführung des Films DIAZ Ende Dezember im Ost-West-Club in Meran gestoßen. Vor allem junges Publikum folgte der filmischen Rekonstruktion der Ereignisse in der Diaz-Schule beim G8-Gipfel in Genua 2001 und der anschließenden Diskussion.
Offensichtlich gab es einerseits ein großes Unwissen, was tatsächlich in diesen Tagen passiert ist, andererseits aber auch ein starkes Bedürfnis, sich mit jenen Vorfällen auseinander zu setzen, für die die Namen Carlo, Diaz und Genua stehen.
Insbesondere in Südtirol gibt es eine große Sensibilität für staatliche Repression und Politik mit "polizeilichen Mitteln" aufgrund der Erfahrungen mit der Zeit des Faschismus und des Post-Faschismus, die Repression nach der Feuernacht oder jüngsten Ereignissen in Meran 2009.

Im Anhang das Skript des Impuls-Vortrags für die Diskussion.

Zur weiteren Auseinandersetzung mit dem Thema ist das Buch "Die blutigen Tage von Genua - G8-Gipfel, Widerstand und Repression" aus dem Laika-Verlag empfohlen.

martedì 18 dicembre 2012

Il programma di Casapound

Ai militanti di Casapound piace presentarsi come i fascisti del terzo millennio, come se il fatto di essere “del terzo millennio” ne mutasse la sostanza politica e la loro funzionalità al mantenimento del sistema capitalistico. Ma basta analizzare il loro programma perché la loro impalcatura moderna e progressista crolli miseramente. Ecco alcuni dei punti del programma di Iannone, Bonazza & friends:

domenica 16 dicembre 2012

Genua 2001 revisited

Am kommenden Donnerstag werden wir uns die Ereignisse beim G8-Gipfel in Genua 2001 anlässlich der Filmvorführung von DIAZ in Erinnerung rufen und uns die Frage nach den Ursachen von Polizeigewalt und staatlicher Repression sowie möglicher Gegenstrategien stellen.

Da es sich bei dem gezeigten Film DIAZ um eine Spielfilmproduktion handelt, die den Überfall auf die Übernachtenden in der Diaz-Schule aus der Sicht der Betroffenen rekonstruiert, empfiehlt sich eine Auseinandersetzung mit dem Kontext der Proteste, der Ermordung Carlo Giulianis sowie der aktiven Rolle der Polizeikräfte bei der Eskalation der Gewalt. Insbesondere in italienischer Sprache gibt es eine Vielzahl von Dokumentarfilmen, die sich mit den Geschehnissen auseinandersetzen.

Als allgemeine Übersicht ist der Beitrag von  La storia siamo noi der RAI zu empfehlen (in italienischer Sprache). Die Dokumentation Bella Ciao, ebenfalls eine RAI-Produktion, zeigt vor allem Bilder und Interviews.
Auf deutscher Sprache ist die WDR-Dokumentation Gipfelstürmer - Die blutigen Tage von Genua sehr gut gelungen, sie beschäftigt sich insbesondere mit der aktiven Rolle der Polizei. Noch deutlicher hervorgehoben wird dieser Aspekt in OP Genua 2001, produziert vom Genova Legal Forum, bei dem der Polizeieinsatz während des Gipfels im Detail rekonstruiert wird.

UPDATE
Zudem sind die Artikel Das Grauen von Genua, der die gewalttätigen Übergriffe beschreibt, sowie Massive Repression entsprach geplanter politischer Stragegie, in dem die politischen Hintergründe erörtert werden, zu empfehlen.

domenica 9 dicembre 2012

DIAZ. Non pulire questo sangue - Filmvorführung im OstWest am 20.12.



Am 20. Dezember zeigt die Antifa Meran in Kooperation mit dem Ost-West-Club den Film DIAZ. Non pulire questo sangue (2012) von Daniele Vicari. Er behandelt die Ereignisse in der Diaz-Schule in Genua während des G8-Gipfels 2001, bei dem nicht nur Carlo Giuliani von einem Carabinieri erschossen wurde, sondern dutzende DemonstrantInnen durch das brutale Vorgehen der Polizei verletzt wurden. Die Diaz-Schule wurde mitten in der Nacht von Polizei-Hundertschaften überfallen, die darin schlafenden Protestierenden brutalst niedergeknüppelt und in Polizeigewahrsam mehrere Tage lang misshandelt.

Seitdem ist Genua ein Synonym für Polizeigewalt und staatliche Repression.

Im Anschluss an die Filmvorführung werden wir unsere Erfahrungen mit Carabinieri & Co. austauschen und die Frage diskutieren, was die Ursachen von Polizeigewalt sind und wie auf solche Exzesse reagiert werden kann.

Donnerstag, 20. Dezember 2012 - 20 Uhr
giovedi, 20 dicembre 2012 - ore 20

OstWest Club EstOvest Meran/o

Event auf Facebook - TEILEN! - DIVIDILO!
lingua e sottotitoli in italiano / Sprache und Untertitel in italienisch
presentazione per membri del EO / Filmvorführung für OW-Mitglieder

Zu den Hintergründen: Doku Gipfelstürmer - Die blutigen Tage von Genua
Der Film wurde unter anderem auch in Südtirol gedreht und von der Provinz Bozen finanziell gefördert.

martedì 4 dicembre 2012

Stellt euch nicht so an! | Kommentar

Die sollen sich gefälligst nicht so anstellen. Wegen einer Routinekontrolle im Ost-West-Club in Meran kocht die Wut hoch in der Passerstadt. Pressemitteilungen werden verschickt, Anfragen an den Bürgermeister gestellt, Anhänger*innen mobilisiert. Und das alles wegen ein paar Polizeibeamten, die nach dem Rechten gesehen haben. Ob Drogen konsumiert werden. Waffen vielleicht. Wer nichts zu verstecken hat, hat nichts zu befürchten. Reflexartig schreien die Ersten von Repression und Angriff auf die Freiheit. Als ob der Anblick einer Uniform sie in ihrer Menschenwürde verletzen würde. Diese Linken sollen sich, wie gesagt, nicht so anstellen.
Es gibt sicher genug Leute in Südtirol, die sich in diesen Tagen so etwas denken. Die den ganzen Vorfall, mit ein bisschen Schadenfreude, als Lappalie abtun. Ich gehöre nicht dazu.

lunedì 3 dicembre 2012

Repression gegen den Ostwest-Club

Pressemitteilung des Ostwestclubs bezüglich der Razzia

"Am Samstag, 01. Dezember gegen 23:00 Uhr machte die Finanzpolizei, mit der Stadtpolizei Meran eine Kontrolle des Vereinslokals „ost west club est ovest“, die seines Gleichen sucht. Mit Drogenhunden und 15 Beamten (sic!) untersuchten sie die 30 Besucher des Lokals auf Drogen. Die 30 Besucher wurden behandelt wie unter Verdacht stehende Kriminelle, es wurde alle Ausgänge versperrt und von jedem der Anwesenden die Personalien aufgeschrieben und deren Mitgliedschaft überprüft. Zwei Besucher mussten sich sogar einer Ganzkörperkontrolle auf dem WC unterziehen. Gefunden wurde natürlich nichts! Auf die Nachfrage, ob sie diese Aktion nur bei diesem Lokal durchführen, versicherten die Beamten dem Präsidenten Michael Schwalt, dass auch in anderen Lokalen in Zukunft solche Kontrollen durchgeführt würden. Ob es sich dabei nur um ein Lippenbekenntnis handelt, wird man in den nächsten Monaten sehen, aber es drängt sich der Verdacht auf, das es nicht so sein wird, denn wer glaubt, dass man ein ähnliches Brimborium in den Lokalitäten in der Freiheitsstraße veranstalten wird, den kann man ruhigen Gewissens als Phantasten bezeichnen. Außerdem fragen wir uns, ob unsere Steuergelder eventuell nicht deutlich sinnvoller eingesetzt werden könnten? Diese 15 Beamten müssen ja schließlich auch bezahlt werden. Es ist einfach so, dass in den letzten Monaten verschiedene Stellen und Personen unserer Gesellschaft versuchen den ost west club in ein schlechtes und den Realitäten nicht entsprechendes Licht zu rücken, um deren alternative und kreative Kulturarbeit zu diskreditieren. Der Verein existiert nunmehr seit 30 Jahren und hat so manche Höhen und Tiefen durchlebt. Jetzt, mit dem neuen Vorstand und den vielen ehrenamtlichen Mitarbeitern erlebt der Klub einen nie dagewesenen Aufschwung. Das beweisen nicht nur die über 350 registrierten Mitglieder, sondern auch die zuletzt durchgeführte Petition für den Erhalt der Räumlichkeiten, bei denen knapp 500 online-Unterschriften gesammelt wurden. Auch die vielen gelungen Veranstaltungen, Diskussionsabende oder die Stände beim Meraner Stadtfest, wo der Verein eine Auszeichnung für den schönsten Stand überreicht bekommen hat, sprechen hier eigentlich eine eindeutige Sprache. Wenn gewisse Menschen meinen sie können mit diesen und anderen Störaktionen die ehrenamtliche Tätigkeit des Vereins schwächen werden sie sich getäuscht sehen. Die ehrenamtlichen Mitarbeiter werden durch diese Vorfälle nur noch weiter motiviert werden, die alternative, freie und respektvolle Lebenskultur in Meran zu verbreiten. Der Präsident Michael Schwalt macht dahingehend deshalb eine klare Ansage: „Uns gibt es seit 30 Jahren und es werden noch weitere 30 Jahre dazu kommen, dafür werde ich in meiner Funktion als 1. Dieners dieses Vereins, mitsamt dem Vorstand und den zahlreichen anderen ehrenamtlichen Mitarbeitern sorgen! Besuche beim Bürgermeister, der Stadt- und Finanzpolizei werden folgen, denn wir lassen uns nicht länger schikanieren, diskreditieren und diskriminieren!"

 
Auch Suedtirolnews berichtet darüber


Der alternative Jugend und Kultur-Club "Ostwest" scheint der Stadtverwaltung von Meran immer wieder ein Dorn im Auge zu sein. Nach einer Unterschriftenaktion der Anrainer vor einigen Wochen wurden für den Erhalt des Clubs an die 500 Unterschriften gesammelt. 
Wir als Antifa sprechen uns für den Erhalt und die aktive Weiterführung des Clubs aus. Für alternative und autonome Freiräume, gegen Repression und Spießbürgertum!

lunedì 19 novembre 2012

"chiederemo aiuto ai neofascisti..."

Bozen vom 17. November 2012. Verschiedene Medien berichten davon dass die Anrainer der Garibaldistraße in Bozen sich wie in einem Ghetto fühlen. Um das Drogenproblem in den Griff zu bekommen und gegen illegale Einwanderer vorzugehen, wollen sie die Sache selbst in die Hand nehmen und neofaschistische Gruppierungen zu Hilfe rufen. Ein Anrainer spricht von "einer Organisation mit Sitz in Leifers", es handelt sich, wie könnte es auch anders sein, um Casapound.
So scheint eine "Bozner Problemlösung" auszuschauen...

lunedì 12 novembre 2012

Support Ostwest-club Meran


Petition für den Erhalt des Kultur- und Kommunikationszentrums „Ost West Club“
Petizione a sostegno delle attività del Centro di cultura „Est Ovest Club” 


Die Hintergründe: 
Unterschriftenaktion der Anrainer gegen den Club, unter anderem vom Dekan mitgetragen, und die Gegendarstellung des Ostwestclubs in der Tageszeitung.


sabato 10 novembre 2012

Die Südtirol-Spur | BR-Bericht über geplante Terroraktionen à la NSU

Über mehr als ein Jahrzehnt konnte die Zwickauer Terrorzelle in Deutschland morden und dabei Ermittlungsbehörden und Verfassungsschutz an der Nase herum führen. Informationen des italienischen Geheimdienstes belegen jetzt: Die fremdenfeindliche Mordspur sollte auch nach Südtirol exportiert werden - mit Hilfe führender bayerischer Neonazis und NPD-Funktionäre.




Weitere Infos:

NSU-Watchblog - Mit Terrorgeldern heim ins Reich?
Der Ende letzten Jahres wegen Unterstützung des NSU festgenommene Ralf Wohlleben sitzt noch immer in Untersuchungshaft. Ihm wird vorgeworfen, die Waffe besorgt zu haben, mit der die RechtsterroristInnen mindestens zehn Menschen ermordeten. Möglicherweise war er auch als Kurier unterwegs: Im März 2009 soll er 20.000 Euro an Neonazis aus Südtirol übergeben haben.

WIR MEINEN: Besonders in der Zeit vor den Festnahmen im Jahre 2008 waren Neonazis im Raum Meran strikt organisiert. Es gab regelmäßige Treffen und Kameradschaftsabende, Gerüchten zufolge auch geheime Konzerte in Schenna und Umgebung mit rechtsextremen Gruppen aus Deutschland.
Auf alternative und andersdenkende Jugendliche wurde regelrecht Jagd gemacht: Fast jedes Wochende fuhren mehrere Autos voll Rechtsextremer durch die Dörfer um "Punks" und "Linke" zu verprügeln, auch Schlagringe, Messer und Knüppel kamen zum Einsatz. Konzerte und Feste wurden überfallen, antifaschistische Jugendliche wurden an Meraner Oberschulen aufgelauert und bedroht und verprügelt.
Auch jetzt, Jahre nach den Festnahmen und den ersten Prozesse haben die Opfer der rechtsextremen Umtriebe noch keine Entschädigung erhalten. Es scheint als wäre schon alles zu den Akten gelegt, man munkelt dass die Neonazis "zu gute" Anwälte haben, und desshalb die Folgen der Festnahmen und Anzeigen sehr gering sind. Verwunderlich, wer das alles bezahlt, oder bekamen/bekommen Südtiroler Neonazis Unterstützung von "ausserhalb"?

giovedì 1 novembre 2012

Frei.Wild-Dossier

Die aus Südtirol stammende Band Frei.Wild sorgt aufgrund ihrer politischen Texte immer wieder für Kontroversen. Wir sehen es als unsere Aufgabe an, Hintergrundinformationen bereit zu stellen und zugänglich zu machen. Dieses Dossier wird laufend aktualisiert und erweitert.

Zum Dossier

mercoledì 31 ottobre 2012

Frei.Wild unter Beschuss

Nach einem Auftritt des Undercover-Journalisten und Kenner der rechtsextremen Musikszene "Thomas Kuban" (Pseudonym) bei Günther Jauch am 28. Oktober gerät Frei.Wild erneut in die Kritik: Kuban hatte die Texte der Band aufgrund ihrer politischen Aussage als "neonazistisch" bezeichnet.

Kuban im Worlaut:
„Es gibt noch ein ganz neues Phänomen: Das ist die Band ‚Frei.Wild‘. Das ist eine Deutsch-Rockband aus Norditalien, die schon seit Jahren nationalistische, völkische Texte macht (…), jetzt hat sie eine neue CD herausgebracht und bewegt sich damit klar in klassischen Rechts-Rock-Gefilden. Sie arbeitet mit Anspielungen, wie sie in der klassischen Nazi-Szene auch verwendet werden: antisemitischer Natur, geschichtsrevisionistischer Natur. Sie haben beispielsweise ein Lied gegen Gutmenschen und Moralapostel, in dem sie ausdrücklich sagen, sie hassen die wie die Pest. Und jetzt muss man fragen: Was macht Neonazi-Musik aus? Ganz wesentlich ist der Nationalismus, ganz wesentlich ist der Hass gegen Andersdenkende. ‚Frei.Wild‘ hat das beides im Programm und tritt ab nächster Woche in Großstadthallen auf.“
Inzwischen tobt die Polemik vor allem in Foren und sozialen Netzwerken: Die Facebook-Gruppe mit dem schlichten Titel "Frei.Wild nicht.", die "völkischem Nationalismus das Geweih stutzen" möchte, hat mittlerweile über 2500 Mitglieder. Und es dürften noch mehr werden: Die Band hat inzwischen eine Stellungnahme publiziert. Dort heißt es im selben verharmlosenden Ton wie schon in früheren Aussagen:
Die Band Frei.Wild vertritt weder Thesen, die geeignet sind, einen wie auch immer näher zu benennenden „völkischen Nationalismus“ zu fördern, noch handelt es sich bei Frei.Wild um eine rechte Band. Ganz im Gegenteil, die Bandsieht sich als normale Rockband mit lebensnahen, lebensbejahenden Songs fern jeder ideologisch/politischer Haltung (pdf).
Gewiss ist: Zum Glück sind die Positionen von Frei.Wild nicht "normal"; unpolitisch sind sie auf keinen Fall.

Update 1.11.2012:
Ein Interview mit  Thomas Kuban  über seine Arbeit als Undercover-Journalist gibt es als Teil 1 und Teil 2 auf GetAdiccted.org. Dort äußert er sich auch zu Frei.Wild:
GETADDICTED: Verknüpfung ist das nächste Stichwort: Wie siehst du die Verbindung zwischen der extremen Rechtsrock-Szene und Bands wie frei.wild, die im Prinzip in die Fußstapfen der Böhsen Onkelz getreten sind – also nicht offen rechtsradikal oder fremdenfeindlich, die aber trotzdem voller Anspielungen auf völkische, nationale Begrifflichkeiten stecken.
Thomas Kuban: Diese bräunliche Grauzone ist ein großes Problem, da sie gesellschaftlich weitgehend akzeptiert ist. Bei den Böhsen Onkelz konnte man bis zum Schluss zweifeln, ob sie sich wirklich von ihrer Ideologie losgesagt haben. Es gibt ja ein sehr bekanntes Lied: „mit scheinheiligen Liedern erobern wir die Welt“. Das kann man natürlich autobiographisch betrachten: Seit sich die Onkelz offiziell von der Nazi-Szene distanziert haben, haben sie ja fett Kasse gemacht. Und obwohl es die Onkelz seit mehreren Jahren nicht mehr gibt, boomt diese Szene ungebrochen. Es gibt zum Beispiel jedes Jahr die größte Onkelz-Nacht Deutschlands, wo mehrere 1.000 Fans zusammen kommen. Es gibt auch ein Heer von Cover-Bands, die bei solchen Konzerten auftreten, die es teilweise mit der Distanzierung von der Nazi-Szene nicht so genau nehmen. Ich habe beispielsweise mal die Onkelz-Cover-Band Exitus Letalis gesehen. Die haben dann auch von klassischen Nazi-Bands Songs gecovert oder von den Onkelz aus der Skinhead-Zeit.
Dann gibt es natürlich noch die Band frei.wild, die aus dem Onkelz-Spektrum ihre Fans rekrutiert. Es ist eine Band aus Süd-Tirol, eine Deutsch-Rock-Band aus Norditalien. Deren Texte sind völkisch nationalistisch geprägt. Es gibt Texte gegen die Feinde der Heimat. Und die distanzieren sich nur sehr mäßig von der Nazi-Szene. Der Sänger sagt offen: „Skinheads dürfen jederzeit kommen, auch rechte Skinheads – die müssen sich nur ordentlich benehmen.“ Er selbst hat früher in einer Rechtsrock-Band gesungen, die ein halbes Jahr vor der Gründung von frei.wild erst aufgelöst wurde. Er war später in der politischen Partei „Die Freiheitlichen“ in Südtirol aktiv. Das ist die Schwesterpartei zur österreichischen FPÖ – und die füllen inzwischen Großstadthallen. Die haben eine Weihnachts-Tour gegeben in Stuttgart, Frankfurt, Dresden und Hamburg. Die haben in vier Tagen vor über 40.000 Leuten gespielt. In Wacken sind sie auch schon seit Jahren präsent. Da fehlt unserer Gesellschaft jegliche Sensibilität, die Problematik zu erkennen: dass hier ganz klar nationalistisch auftretende Musiker hier vor Massenpublikum spielen und ihre nationalistische Ideologie verbreiten können. Es ist keine Nazi-Band, aber eine Identitäts-Rock-Band – und so etwas war immer ein Ziel der Nazis: mit etwas unverdächtigeren Texten die Masse der Bevölkerung zu erreichen. Und in Nazi-Foren kann man auch lesen, dass es ja toll sei, was die Band frei.wild mache, weil sie nationalistische und völkische Ideologie verbreitet, ohne die Bevölkerung zu erschrecken.
GETADDICTED: Also auf Popkultur getrimmter Einstieg in die rechte Musik-Szene.
Thomas Kuban: Nationalismus wird so auf breiter Basis gesellschaftsfähig gemacht. Und wenn dann noch Fremdenfeindlichkeit dazu kommt – Studien zeigen, rund 70 Prozent der Bevölkerung haben offenbar fremdenfeindliche Ressentiments – dann wird es gefährlich. Und wenn man gesellschaftlich nicht einmal ein Problem darin sieht und solche Bands Großstadthallen füllen, dann halte ich das für ein großes Problem.
Auf Endstation-Rechts.de geht er als Reaktion auf die Polemik um Frei.Wild nach seinem Statement bei Jauch ausführlich über seine Einschätzung der Band bezüglich rechter Politik und fehlender Distanzierung ein. Anhand von Songtexten zeigt er die nationalistischen Töne der Band auf:
Thomas Kuban - Alles nur Fassade? Wie rechts sind Frei.Wild wirklich?

mercoledì 24 ottobre 2012

Kommentar: Irrlichter der Etsch

„Es beginnt – Hier entsteht unser Weltnetzauftritt“: So liest sich der erste Beitrag des Südtiroler Internet-Blogs „Etschlichter“ im Juli 2012. Als „Widerstandsbewegung in Süd-Tirol“ und „Tiroler südlich des Brenners, denen ihre Heimat nicht egal ist“, verstehen sich die „Etschlichter“ (oder das „Etschlicht“) selbst. Die Autoren der Website seien laut eigenen Angaben Schüler, Arbeiter, Studenten. Jedenfalls seien sie lauter volkstreuer Aktivisten, „die negative gesellschaftliche Entwicklungen aufdecken und eine alternative Weltanschauung aufzeigen wollen“. Negative gesellschaftliche Entwicklungen sind für die „Etschlichter“ der demographische und kulturelle Wandel der Gesellschaft. Ihre „alternative“ Weltanschauung erinnert an das gefährliche Gedankengut der Nazi-Zeit. Rassistische Hetze und nationalistische Ideologien gehören ins Grundrepertoire der „Etschlichter“. Auf ihrer Facebook-Seite warnen die eher wenig hellen Lichter vor Zuwanderung und schimpfen über das demokratische System und die „Juden-Presse“. Der Name „Etschlichter“ erinnert im Übrigen stark an die, in Deutschland mittlerweile verbotene, rechtsextreme „Widerstandsbewegung in Südbrandenburg“ namens „Spreelichter“. Bei den Irrlichtern von der Etsch handelt es sich zwar wohl lediglich um einige wenige Verwirrte, dennoch zeigt das Beispiel der „Etschlichter“, dass auch in Südtirol das Problem rechtsextremer Hetze vorhanden ist.

Michael Andres

ArtikelQuelle: Der Vinschger 

Auch vor Südtirol macht die "Neue Rechte" nicht halt. Nationalsozialistische Ideologie wird mit Subkultur vermischt, man gibt sich cool und modern, an der rechtsradikalen und völkischen Grundhaltung ändert das aber nichts. Dadurch wir es besonders für junge Menschen immer schwieriger die neuen rechten Bewegungen zu durchschauen.

sabato 13 ottobre 2012

Weder links noch rechts ?

Über Piraten, postmoderne Ideologie und Wissenskapitalismus

Nun hat auch Südtirol seine Piratenpartei, doch was hat es mit dieser Bewegung (wie sie sich selbst gerne bezeichnen) auf sich? Ob die Freibeuter_innen die Parlamenten und Landtage mittelfristig kapern können, steht noch in den Sternen. Zumindest ergab die Wahlforschung in Deutschland ein konstantes und sozial vorallem äußerst heterogenes Wähler_innenpotential um die 2% [1], eine Basis auf der sich aufbauen lässt. Ob selbiges für Südtirol gilt, wird sich erst erweisen müssen. Prozentspekulationen sollen jedoch nicht Gegenstand dieses Textes sein, vielmehr gehen wir hier der Frage nach, Ausdruck welcher gesellschaftlicher Verhältnisse die Pirat_innen sind.

sabato 8 settembre 2012

Rapporto sulla estrema destra neofascista a Milano

Ecco un articolo molto interessante sulla estrema destra di Milano del "comitato antifascista" di Milano. Alcuni gruppi sono attivi anche a in Sudtirolo, soprattutto a Bolzano.






COMITATO ANTIFASCISTA - Milano
Rapporto sulla estrema destra neofascista, oggi, a Milano: venti sigle, 500 militanti, duemila sostenitori, almeno ventimila fra simpatizzanti ed elettori.
Milano, 1 settembre 2012.

AUTONOMI NAZIONALISTI (conosciuti anche come Blocco Nero) sigla comparsa recentemente in zone Barona e Gratosoglio e a Rozzano, ad opera di una ventina di ragazzini delle case popolari che si rifanno all’omonimo violento gruppo neonazista tedesco che scimmiotta tematiche e tecniche della sinistra antagonista.

CAMPO X è il ritrovo di tutti i neofascisti che, ogni anno, al Cimitero Maggiore di Milano, ricordano, o meglio celebrano ed esaltano, il loro Duce ed i loro camerati della Repubblica di Salò, con una marcia militare ed una messa in latino del prete scomunicato Don Giulio Tam. Ad organizzare queste cerimonie, come quelle al Cimitero Monumentale in onore degli squadristi milanesi, sono le tre associazioni di vecchi reduci fascisti: gli Arditi della ANAI, l’Unione Nazionale Combattenti della RSI e l’associazione X MAS del famigerato principe Junio Valerio Borghese.

CASA POUND di Gianluca Iannone (circa 20 militanti e 100 sostenitori), a Milano, il movimento è guidato da Marco Arioli e Marco Clemente (dirigente del PDL, indagato per presunti legami con la malavita organizzata), non a caso, il loro ritrovo è un bar di Quarto Oggiaro, gestito da ultras delle curve (ex di Cuore Nero, ora di Calci e Pugni). Alle elezioni Casa Pound Lombardia, in cambio di soldi e protezione politica. ha sempre sostenuto candidati berlusconiani di Dell’Utri, fra questi anche l’ex assessore regionale Massimo Buscemi, indagato per corruzione.

DESTRA PER MILANO (appena una decina di militanti ma centinaia di sostenitori in rete) è il gruppo-blog del “barone nero” Roberto Jonghi Lavarini, già presidente missino di zona Porta Venezia, nota figura di collegamento fra destra estrema ed istituzionale, con forti agganci trasversali. 

PATRIA E LIBERTA’ è il parallelo “centro studi storici”, presieduto dal conte “franchista” Fernando Crociani Baglioni.

FASCISMO e LIBERTA’, movimento nostalgico mussoliniano fondato dal senatore missino Giorgio Pisanò, si è diviso in bene tre gruppuscoli, di una decina di persone l’uno: il Partito Socialista Nazionale di Gianfranco Tesauro, Nuovo Ordine Nazionale di Giuseppe Martorana ed i Fasci Italiani del Lavoro di Francesco Bettoni.

FIAMMA TRICOLORE di Luca Romagnoli (50 militanti e 200 sostenitori) è l’erede del Movimento Sociale post Fiuggi, guidato da Attilio Carelli e dall’Avvocato Gabriele Leccisi (figlio del deputato missino Domenico che trafugò la salma del Duce). Hanno una sede in uno scantinato in zona Barona e negli ultimi mesi, hanno organizzato sia un comizio in Piazza San Babila che un convegno delle estreme destre di tutta Europa. Sono in forte crescita, avendo assorbito altri gruppi minori (come Continuità Ideale, MIS con Rauti, Nuova Destra Sociale e Patria Sociale) e recuperando militanza fra gli ex AN delusi dal PDL.

FORZA NUOVA di Roberto Fiore (50 militanti e 200 sostenitori), guidata da Duilio Canu (ex naziskin) e Marco Mantovani, con sede in Piazza Aspromonte. Nonostante una presenza storica e radicata, Forza Nuova è sempre più isolata, organizza solo concerti e conferenze, non riesce a crescere elettoralmente (0,3% alle comunali del 2011) e continua ad essere invisa a tutte le altre realtà della destra radicale, con le quali ha spesso scontri politici ed anche fisici. PATRIA NOSTRA (20 militanti) è un movimento autonomo ma federato, guidato da Omar Tortorella e Tullio Trapasso. Altro satellite di FN è il minuscolo Movimento Nazional-Popolare.

FRONTE DELLA TRADIZIONE (una decina i promotori ma centinaia di simpatizzanti) è un gruppo culturale reazionario molto trasversale, con molti sostenitori fra nobili ed imprenditori e con collegamenti con i cattolici tradizionalisti lefevriani e i nostalgici monarchici, sia sabaudi che asburgici. La recente morte nel 98enne principe (ex SS) Alexander Comneno ed il trasferimento di Diego Zoia (leghista ex missino) in Brasile, sembrano averne messo in crisi l’organizzazione ed il rilancio annunciati nei mesi scorsi. Molti simpatizzanti stanno confluendo nel Progetto Itaca, Laboratorio Politico per la Rinascita Italiana, promosso da Marcello Veneziani e Renato Besana.

HAMMERSKIN (50 militanti “paramilitari”, molto pericolosi, ed almeno 300 sostenitori, soprattutto nelle curve dello stadio) è la sezione italiana del movimento naziskin mondiale, nato da una costola del famigerato Ku Klux Klan americano. LEALTA’ e AZIONE è invece la sigla politica usata dal loro portavoce Stefano Del Miglio (in ottimi rapporti con gli ex AN del PDL). Intorno agli Hammer si muovono altre piccole “bande” autonome come Ambrosiana Skin, Brianza Skin, Gruppo 88 (sigla che sta per Heil Hitler!) e Skin-5-Skin. Recentemente sono affiorati forti dissidi interni fra la componente oltranzista (della Skinhouse di Bollate) e quella “politica” (con sede in Viale Brianza a Milano) accusata di “arrendevolezza al sistema”.

LA DESTRA di Francesco Storace (appena una decina di militanti e poche decine di sostenitori) a Milano è praticamente inesistente (0,3% alle comunali 2011) a causa di una serie di successive scissioni che l’hanno praticamente azzerata (ultima quella del gruppo Patria Sociale di Carlo Lasi, poi confluito nella Fiamma). Segretaria regionale è Eliana Farina, coadiuvata da Fabio Castano (referente della corrente di Adriano Tilgher, ex Fronte Nazionale). A Milano sono nominalmente presenti sia i sostenitori di Piero Puschiavo (Progetto Nazionale, ex Veneto Fronte Skin) che quelli di Maurizio Boccacci e Giuliano Castellino (Attivisti Destra Sociale ex Movimento Politico Occidentale) ma si tratta solo di due gruppi di amici, politicamente inattivi.

Nella LEGA NORD. All’interno del partito maroniano sono in ascesa il movimento dei Volontari Verdi dell’eurodeputato Mario Borghezio (ex ordino vista) e del consigliere comunale Max Bastoni (indagato per tangenti) ed il gruppo Sintesi del giovane “fascista calabrese” Vincenzo Sofo.

MOVIMENTO NAZIONALISTA LOMBARDO (una decina di militanti ma in forte crescita, soprattutto dopo la crisi della LEGA NORD) è un nuovo gruppo etnonazionalista (nazi) padano guidato da Adalberto Roncari e Riccardo Bertocchi.

NUOVO M.S.I. di Gaetano Saya (20 militanti e 100 sostenitori), insieme a Rinnovamento di Destra di Vetullio Mussolini (animatore anche del sedicente ordine cavallersco dell’Aquila Romana) ed alla Unione Patriottica di Vincenzo Forte, si sono federati alla LEGA ITALIA dell’On. Carlo Taormina. Tutti e quattro i personaggi, oltre ad essere avvocati, sono notoriamente massoni o legati alla massoneria. Alla ultima riunione del gruppo si è vista anche l’ex assessore comunale di AN, Carla De Albertis (sorella del presidente nazionale dei costruttori), che, in cambio di un posto come capolista alle prossime elezioni politiche, sarebbe pronta a finanziare la lista.

Nel POPOLO DELLA LIBERTA. All’interno del partito berlusconiano sono attivi: gli studenti di Azione Giovani e Ideapolis, i vecchi militanti aennini di Destra Futuro e Fare Occidente, le passionarie della “destra sociale” di Gianni Alemanno (la consigliera provinciale Roberta Capotosti e la deputata Paola Frassinetti), il circolo integralista cattolico “La Rocca” di Benedetto Tusa, il movimento Destra Libertaria di Luciano Buonocore (ex picchiatore fascista della “maggioranza silenziosa”, padre di Massimiliano, indagato per presunti legami con la malavita organizzata), il Movimento per l’Italia di Daniela Santanchè e tanti estremisti di destra che hanno trovato rifugio alla corte sotto dei fratelli Ignazio e Romano La Russa, fra tutti l’ex terrorista dei NAR, Lino Guaglianone.

RAMELLI Nel ricordo di Sergio Ramelli, del consigliere missino Enrico Pedenovi e del gerarca fascista Carlo Bersani, ogni anno, i neofascisti milanesi, a fine aprile, invadono, con la complicità ed il sostegno economico ed istituzionale del PDL, Piazzale Susa e zona Città Studi con manifesti, presidi, concerti nostalgici ed apologetici, lugubri marcette naziste con fiaccole e bandiere con la croce celtica. A coordinare le iniziative il coordinamento Sergio Ramelli (che si firma i Camerati), nelle persone di Remo Casagrande (noto, negli anni ’70, come il “boia di Quarto Oggiaro”) e Luca Cassani (ultimo segretario del Fronte della Gioventù di Via Mancini). Luogo di ritrovo de “I Camerati” milanesi era proprio un locale gestito da Cassani, il Lux (Dux) in Via Canonica, poi chiuso per mafia, visto che il reale proprietario era il boss siciliano Guglielmo Fidanzati.

RITTER è la casa editrice e libreria di Via Plinio gestita da Marco Battara e dall’ex terrorista nero Maurizio Murelli (quello che ha ucciso l’agente Marino, lanciandogli una bomba a mano!), dove i neofascisti possono trovale i loro libri ed autori maledetti, fra questi anche Franco Giorgio Freda, guro neonazista riabilitato da Libero quotidiano per il quale scrive persino una rubrica settimanale. Il circolo “letterario” Ritter organizza periodicamente presentazioni di libri e conferenze ai quali partecipano tutte le diverse anime della estrema destra. Organizzatore degli incontri è un personaggio veramente inquietante, il revisionista Francesco Cappuccio, ex collaboratore di Daniele Santanchè, curatore della nazi-fanzine Doppio Malto, incitante all’odio contro gli ebrei ed alle camere a gas.

SOCIALISTI NAZIONALI (20 militanti e 100 sostenitori) è il gruppo legato al giornale 

RINASCITA di Ugo Gaudenzi ed a Milano è guidato da Dario Signori e Piero Sella (editore della rivista Uomo Libero). Hanno ottimi rapporti con il Movimento Zero del giornalista Massimo Fini e con il gruppo filo-russo Eurasia.

VOX POPULI (20 militanti e 100 sostenitori) è il gruppo “culturale” di Roberto Perticone, studioso di Ezra Pound e rappresentante ufficiale di Marine del FRONT NATIONAL francese e di Marine Le Pen in Italia. E’ stato proprio Perticone ad organizzare la conferenza Le Pen – Santanchè, l’anno scorso, alla Borsa di Milano

COMITATO ANTIFASCISTA - Milano Zona 2 e Zona 3
source: http://lombardia.indymedia.org/node/47391